QUESITI LEGALI - Aggiornamento Luglio 2014
Se desiderate rivolgere dei quesiti legali potete inviarceli per posta normale o preferibilmente via email al seguente indirizzo: presidenza@omceo.to.it

Vi daremo risposta con lo stesso mezzo da voi utilizzato e, se riterremo che l'argomento possa essere di interesse comune, lo pubblicheremo in forma anonima e sarà consultabile qui sotto nella sezione “DOMANDE AL LEGALE”.


DOMANDE AL LEGALE

1.Compatibilità dell'attività medica con quella commerciale di un centro estetico

L' attività medica non è compatibile con l'attività commerciale, in cui va annoverata l'attività di un centro estetico.

Detta attività è infatti regolata da specifica normativa di settore che non  consente di confonderla con la professione medica; ne può essere confuso  un "centro estetico" con un "ambulatorio'' stante la diversa tipologia di autorizzazioni necessarie per la relativa apertura.

La erogazione di prestazioni mediche in un centro di estetica deve quindi ritenersi incompatibile salvo per le prestazioni di urgenza ed emergenza. 

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2.Possibilità di esercizio della professione medica durante la frequenza di scuola di specializzazione

Il quesito concernente la possibilità di esercizio della professione medica durante la frequenza di scuola di specializzazione trova regolamentazione nel D.lgvo 17/8/1999 n.368.

L’art.40 dispone infatti che “per la durata della formazione a tempo pieno al medico è inibito l’esercizio di attività  libero professionale all’esterno delle strutture assistenziali in cui si effettua la formazione ed ogni rapporto convenzionale o precario con il Servizio Sanitario Nazionale o Enti e Istituzioni pubbliche e private”.

La recente legge finanziaria per il 2001 ha tuttavia temperato tale divieto, prevedendo l’art.19 la possibilità per il medico specializzando di svolgere attività di natura occasionale o precaria, avendo l’art.19 comma 11 disposto “i laureati in medicina e chirurgia abilitati, anche durante la loro iscrizione ai corsi di specializzazione o ai corsi di formazione specifica in medicina generale, possono sostituire a tempo determinato medici di medicina generale convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale ed essere iscritti negli elenchi della guardia medica notturna e festiva e della guardia medica turistica ma occupati solo in caso di carente disponibilità di medici già iscritti negli elenchi della guardia medica notturna e festiva e della guardia medica turistica”.

Entro questi limiti è dunque consentito allo specializzando svolgere attività professionale retribuita.

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3. Relazione fra la sede dell'attività abituale e dell'Ordine di appartenenza

L’iscrizione all’Albo è  regolata dalla legge professionale D.L.C.P.S. 13/9/46 n° 233 e dal  D.P.R.  221/50.
La normativa vigente prevede che il medico possa iscriversi all’Albo della sede di sua residenza o alternativamente a quello del luogo di prevalente esercizio professionale secondo l’integrazione disposta con l’art. 9 della Legge 362 del 1991.
La sede di operatività è dunque individuata come alternativa, non vincolante.

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4. Esiste una normativa e/o autorizzazioni per l'apertura di uno studio medico totalmente privato senza interessi chirurgici?

Si evidenzia che l’apertura di uno studio professionale medico non è subordinata ad alcuna preventiva autorizzazione amministrativa, previsto solo ed esclusivamente per l’apertura di ambulatori sanitari secondo la previsione dell’art. 193  T.U.L.S.
Lo studio medico tradizionalmente inteso, in cui l’opera intellettuale prevale su organizzazione e attrezzatura, è infatti svincolato da adempimenti particolari, non esistendo normativa specifica che regoli la materia.
Per predisporre una struttura che possa essere accreditata si rinvia  alla D.G.R. 22/2/2000 n. 616-3149, pubblicata sul BUR del 30/3/2000 supplemento 13 disponibile presso la nostra segreteria.

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5. Sono un cardiologo ospedaliero assunto a tempo indeterminato in un ospedale della città di Torino.
E' possibile ottenere la mobilità tra un ospedale pubblico e un istituto IRCCS di diritto privato mantenendo quindi l'anzianità acquisita e i diritti di eventuale futura mobilità verso altri istituti pubblici, come mi pare di intuire dalle leggi del 1999 che assimilano gli IRCCS a strutture pubbliche per quanto riguarda la mobilità dei dipendenti dirigenti medici?


Gli IRCCS di diritto pubblico, dopo il recente riordino collegato con quello più ampio del SSN, vedono modulare il rapporto di lavoro del loro personale dipendente sulle disposizioni di cui al Dlgs 29/93 e del Dlgs 502/92.
La mobilità del personale dovrebbe quindi essere garantita paritariamente con quella dei dirigenti operanti nel comparto dall ' art.20 del vigente CCNL della sanità.

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6. Sono un medico specialista, esercito nel mio studio privato ed ho intenzione di utilizzare il computer per la gestione delle cartelle cliniche al solo scopo di diagnosi e cura. Desidero conoscere le norme che regolano la tenuta di un archivio informatico. (messaggio firmato)

La tenuta di un archivio informatico è regolato dalla legge 675/96 che ha abrogato la previgente disciplina di cui alla legge 241/90.

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7. Desidero ricevere informazioni riguardanti i seguenti argomenti:

Per l'apertura di un poliambulatorio

1.    Qual'è l'ente preposto per le autorizzazioni
2.    Dove è possibile trovare le relative normative e leggi riguardanti i locali adibiti per questo uso.

Per l'apertura di un centro servizi (ad uso medico)

adibiti per questo uso.
3.  Ci vuole l'autorizzazione dell'ASL?
4.  Deve esserci un medico responsabile?
5.  Se non è necessario un responsabile medico, che tipo di responsabilità ha il titolare del "centro servizi"sulle attività che vengono svolte all'interno? (messaggio firmato)


In riscontro ai quesiti postici si comunica quanto segue:


l’apertura di poliambulatori  sanitari è regolata dall’art. 193 e 194 del T.U.L.S che demanda alla Autorità amministrativa (Sindaco) il rilascio delle relative autorizzazione di legge.

Nessuna autorizzazione è invece rilasciata dall’ASL che viene invece coinvolta direttamente dall’Autorità amministrativa nel procedimento.

La normativa che regola la materia oltre al richiamato T.U.L.S. è costituita dalla D.G.R. 616 del 30/3/2000 della Regione Piemonte.

La gestione dell’attività ambulatoriale è subordinata alla nomina di un Direttore Sanitario il quale assume le responsabilità gestionali della struttura.

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8. Vorrei sapere se un decreto penale di condanna impedisce l'accesso a pubblici concorsi (e nel caso per quanto tempo)considerato che in fase di domanda di ammissione occorre specificare se si hanno carichi pendenti o se si sono riportate condanne penali?
Eventualmente, si può ovviare ricorrendo alla procedura del patteggiamento, posto che con questo non si ha l'accertamento del fatto e quindi non ci si trova davanti ad una condanna vera e propria? (messaggio firmato)

In riscontro al quesito postoci Le si comunica che la condanna per decreto penale non è in sé significativa per l’esclusione dai pubblici concorsi.

La preclusione all’accesso all’impiego pubblico cui i concorsi sono preordinati non è infatti ricollegata alla tipologia della condanna (per decreto o per sentenza), bensì al titolo di reato per il quale è stata riportata la condanna.
La materia deve quindi essere verificata con riferimento ai singoli ordinamenti delle amministrazioni pubbliche, avendo tuttavia presente l’originario disposto dell’art.85 del T.U. impiegati dello Stato che può consentire di individuare quali siano gli illeciti ostativi all’assunzione di impiego pubblico.
Le si evidenzia inoltre che il ricorso alla procedura di “patteggiamento” non è affatto soluzione al problema in considerazione del fatto che con legge 1 marzo 2001 è stato reintrodotto il principio di vincolatività della sentenza di patteggiamento che, di conseguenza, assume identica e peggiore valenza della condanna per decreto.

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9. Sono laureato in Medicina e Chirurgia, svolgo dal 93 attività come dirigente in reparto di Medicina Generale c/o l' Ospedale di Ivrea, non sono in possesso di titoli di specializzazione. Vorrei sapere se il periodo lavorativo svolto, mi da diritto ad un titolo equivalente alla specialità in Medicina Interna. Ciò al fine di partecipare a congressi/concorsi. (messaggio firmato)

In riscontro al quesito con cui è stato chiesto se l'attività di servizio possa essere considerata sostitutiva del titolo di specializzazione al fine della partecipazione a pubblici concorsi per la copertura di posti nelle Aziende Ospedaliere e nelle Aziende Sanitarie, La si rinvia al D.P.R 10/12/1997 n.483. L'art. 56 del Decreto citato prevede che il personale di ruolo del S.S.N. alla data di entrata in vigore del Decreto stesso (gennaio 1998) sia esonerato dal requisito della specializzazione nella disciplina per la partecipazione ai concorsi presso le ASL e le ASO. La Sua anzianità di ruolo presso la divisione di medicina interna dell'Ospedale di Ivrea è dunque titolo idoneo per la partecipazione a pubblici concorsi in ambito sanitario senza necessità del diploma di specializzazione. La stessa inoltre Le consente sulla scorta dell'art. 1 della legge 5/2/1992 n.175 di far menzione sulla sua carta intestata della particolare disciplina esercitata,previo deposito presso la segreteria dell'Ordine del certificato che attesti l'anzianità di servizio e l'esercizio nella disciplina per un periodo pari alla durata del relativo corso di specializzazione.

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10. Onde consentire gli adempimenti dello scrivente ufficio concernenti il riconoscimento di persone giuridiche, si prega di far conoscere se esistano corsi di laurea riconosciuti in Italia o in altri Stati in chiropratica,  osteopatia, naturopatia e fisiochinesiterapia e in che senso dette discipline si possano definire medicine complementari. (messaggio firmato)

La presente in riscontro alla richiesta di cui all'oggetto in merito alla quale si comunica che nell'ordinamento universitario italiano non consta esistano corsi di laurea legalmente istituiti in "chiropratica",  "osteopatia", "naturopatia". Quanto alla professione di "fisiochinesiterapia", si evidenzia che con D.M. 149/9/1994 n.741 è stata individuata la figura del "fisioterapista", le cui competenze concernono gli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione nelle aree della motricità, cui si accede mediamente con diploma universitario abilitante (laurea breve). in ambito comunitario poi la "chiropratica", che viene considerata medicina complementare, è oggetto di specifico diploma di laurea istituito per primo nel 1994 in Danimarca e successivamente in altri Paesi comunitari. Detti diplomi non trovano attualmente riconoscimento sul territorio italiano, dove tuttavia il Consiglio di stato ha riconosciuto la liceità dell'esercizio di questa pratica senza definire però chi è autorizzato a svolgerla. Quanto da ultimo all'"osteopatia" e alla "naturopatia" risultano entrambe attività praticate nei Paesi comunitari pur se con regolamentazioni differenziate, essendo in alcuni Stati riservate ai soli titolari di diploma di laurea in medicina che consentono di ritenerle pratiche o discipline complementari.

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11. Dalla consultazione dell'Albo dei medici, tenuto dal vostro Ordine, si rileva che alcuni nominativi recano l'indicazione "Iscritto all'albo degli psicoterapeuti".

Domando:

1.  In base a quale legge dello Stato è tenuto tale Albo e in base a quali requisiti, verificabili, vengono iscritti tali nominativi,
2.  Dove si può consultare tale Albo. (messaggio firmato)


In riscontro al quesito postoci si comunica che l'attività di "psicoterapia" è regolata dalla legge 18/2/1989 n.56 D.M. 12/10/1992. Il requisito fondamentale è costituito da adeguata formazione ed addestramento in "psicoterapia" acquisita post laurea presso istituti all'uopo abilitati dallo Stato. L'elenco dei medici chirurghi abilitati all'esercizio della psicoterapia è consultabile presso gli sportelli di segreteria dell'Ordine scrivente in Torino - C.so Francia, 8.

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12. Sono una specializzanda (scuola di Ematologia). Essendo la scuola di specialità una formazione della durata minima di 4 anni nell'area specifica dell'esercizio della professione è necessario che noi specializzandi partecipiamo ai corsi di formazione per la raccolta dei crediti. Chi come me terminerà la specialità fra 4 anni avrà a disposizione un solo anno per accumulare 150 crediti. (messaggio firmato)

In riscontro al quesito postoci relativo alla posizione dei medici specializzandi riguardo all'ECM si comunica essere prevista dalla vigente normativa una specifica esenzione. Il medico iscritto a corsi universitari di specializzazione post laurea è infatti esentato dall'obbligo di acquisire crediti formativi dalla circolare 5/3/2002 DIRP 3/AG/448.

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13. Io sottoscritto, laureato in medicina chirurgia il 5/10/2001 all'Università degli studi di Torino richiedo se la mia qualifica è riconosciuta idonea per lo svolgimento di terapia di riabilitazione. (messaggio firmato)

In riscontro al quesito postoci si evidenzia che la laurea in medicina è titolo idoneo per qualsiasi atto della professione medica, tra i quali rientrano anche quelli inerenti la riabilitazione. Deve, tuttavia esserle significato che tale abilitazione deve ritenersi circoscritta ai soli atti dell'attività professionale dei terapisti della riabilitazione, né può essere confusa con lo svolgimento di prestazioni in via esclusiva inerente il settore della fisiatria. Maggiori chiarimenti potranno esserle forniti a fronte di una concretizzazione esemplificativa della situazione che le interessa.

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14. Il sottoscritto appartenente  a questo ordine dal 1980, avendo l'intenzione di aprire un nuovo Studio Medico Specialistico Dermatologico privato chiede di essere informato sugli obblighi da ottemperare a norma di legge. (messaggio firmato)

La presente in riscontro al quesito postoci in merito al quale deve premettersi ce la materia è oggetto di recente evoluzione che ne determina profili di opinabilità. L'apertura di studi medici tradizionalmente intesi, ove l'attività professionale prevalga sull'organizzazione tecnico-strumentale, deve ritenersi svincolata da ogni adempimento di carattere amministrativo. Sulla  materia è però recentemente intervenuta la D.C.R. 22/2/2000 n.616-3149 che ha parzialmente previsto nuovi regimi autorizzati anche per  quegli studi medici che, collocandosi operativamente nel contesto più generale  dell'interesse pubblico della salute, sono ritenuti strutture che devono essere preventivamente autorizzate. La nuova disciplina regionale non ha ancora trovato piena applicazione sicché deve ritenersi che nella presente fase l'apertura di uno, studio tradizionalmente inteso possa continuare ad essere ritenuta svincolata da preventiva autorizzazione- amministrativa che sarà invece ineludibile qualora la struttura sia utilizzata per attività chirurgiche o per l'esecuzione di terapie o indagini strumentali.

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15. Invio la presente a scopo informativo, riguardo a un procedimento penale a mio carico, per un evento verificatosi nel 1995. Tale procedimento si è concluso nel 2001 con un verdetto di assoluzione"perché il fatto non sussiste". In base al contratto nazionale di lavoro allora in vigore che fa riferimento per tali questioni al CCNL in vigore negli anni 1984-85 e in base a quelle che sono le garanzie assicurative della polizza INA della mia ASL relativa a quel periodo,ho diritto oppure no alle spese legali da me sostenute? (messaggio firmato)

In riscontro al quesito postoci, concernente il diritto o meno alla copertura delle spese di assistenza legale relative a giudizi conseguenti attività di servizio, si fa rinvio all'art. 41 del D.P.R. 270/87. La norma richiamata, facente parte del CCNL del personale dipendente del Servizio Sanitario Nazionale triennio 1985/1987, ha previsto che l'ente nella tutela dei propri diritti ed interessi, ove si verifichi apertura di un procedimento penale o civile a carico di un proprio dipendente, e non sussista conflitto di giudizio, facendo assistere il dipendente da un legale. La disposizione ha trovato applicazione estensiva, ritenendo che l'assistenza legale, possa essere sostituita con la rifusione degli onorari anticipati dal dipendente. Sul discorso vi è però contrasto di giurisprudenza in quanto, secondo alcuni Tribunali, la rifusione dell'onorario sarebbe possibile solo se il dipendente abbia chiesto l'assistenza e gli sia stata rifiutata ovvero gli sia stato consentito l'accesso ad un suo legale di fiducia.

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16. E’ pervenuta a questa direzione la richiesta di ospitare un corso formativo all’utilizzo di una sutura percutanea riassorbibile per chirurgia estetica.
Il suddetto corso prevede delle dimostrazioni pratiche con la partecipazione attiva di un medico russo.
Chiedo pertanto a codesto Ordine se è possibile autorizzare la presenza attiva di questo medico e quale eventualmente sia la prassi da seguire.
Un Direttore Sanitario


In riscontro al quesito postoci si comunica che il professionista straniero per poter svolgere atti della professione nel territorio dello stato italiano deve essere preventivamente autorizzato dal Ministero della Salute.
La invitiamo per tanto a rivolgere domanda autorizzativa a detto Ministero in Roma – Via Giorgio Ribotta 5.

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17. Sono un dipendente titolare di contratto a tempo determinato presso fondazione con compiti di dirigente medico specialista in neurologia. Ovviamente viene richiesta l esclusività. Sono stato contattato da ente proprietario di struttura residenziale per disabili psichici al fine di effettuare le valutazioni neurologiche, non risultando come consulente negli elenchi del personale . Dovrei ovviamente fatturare all’Ente. Si entra in conflitto? Vi ringrazio sin d’ora per la gentilezza e la disponibilità mostrata in ogni dettaglio del nostro contatto.

In riscontro al quesito posto si comunica che il regime di esclusività di rapporto con una fondazione che mutua la disciplina normativa del S.S.N., non è ostativa all’esercizio della libera professione che, tuttavia, può essere svolta solo in ambito intra murario.
Se la struttura non ne rende possibile l’espletamento intra moenia, nulla preclude all’Azienda di concedere autorizzazione a svolgerle in una situazione di intra moenia allargata, sempre che non sussistano incompatibilità istituzionali della RSA non essendoci stata specificata la natura di questa struttura e la posizione dei relativi ospiti.

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18. Con la legge 183/2011 è stata introdotta la possibilità di istituire le società tra professionisti ( C.D. STP ). Con la pubblicazione del decreto del ministero della giustizia N. 34/ 2013  è stata completata la disciplina delle stp. Volevo sapere se è possibile costituire una società in accomandita semplice in cui il professionista medico è l'accomandatario che esercita la professione di medico odontoiatra con il 70% del capitale ed un accomandante con apporto di capitale del 30%. Visto che l'ordine dovrà deliberare sull'iscrizione nella speciale sezione e dovrà controllare se la società ha le caratteristiche richieste dal regolamento.
In riscontro al quesito postoci si comunica che l’iscrizione delle società nel relativo Albo di quest’Ordine è effettuata in forza di potere ricognitivo, e non anche costitutivo, riconosciuto dalla legge.
L’atto costitutivo della società è dunque titolo per ottenere l’iscrizione, ferma rimanendo la competenza del notaio rogante al controllo di legittimità dei soggetti che compongono la società.

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19. Sono uno psicologo che vorrebbe chiedere una stanza in affitto presso un centro odontoiatrico, ma mi hanno detto che non possono.
Vorrei sapere se può esercitare uno psicologo all'interno di un centro odontoiatrico, in caso negativo da dove si evince questo divieto?

In riscontro al quesito postoci si comunica che nulla preclude ad uno psicologo di poter esercitare presso un “centro odontoiatrico”, purchè specificamente autorizzato ex art. 193 T.U.L.S. come struttura poliambulatoriale.
L’autorizzazione dovrà ovviamente essere riferita anche alle prestazioni della professione di psicologo.

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20. Sono una cardiologa assunta a tempo indeterminato presso una struttura riabilitativa pubblica (contratto ospedaliero pubblico impiego) con contratto dirigenziale come cardiologa (concorso pubblico del 28.07.2007). Gentilmente vorrei un’informazione; come penso capiti ormai in molti ospedali siamo sotto organico, così hanno deciso di rivoluzionare l'organico e spostarmi in un reparto "di tipo geriatrico-ortopedico”. La mia domanda è avendo io un contratto come cardiologa possono spostarmi senza il mio consenso in un reparto non cardiologico e dunque svolgere mansioni non più come specialista cardiologa?

In riscontro al quesito postoci si comunica che il medico pubblico dipendente vanta diritto esclusivamente alle mansioni, ma non anche al posto.
La situazione di insufficienza organica può dunque legittimare la sua assegnazione ad una altra struttura aziendale, purchè nel rispetto della professionalità per la quale è stata assunta.

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21. Un medico legale dipendente ASL esclusivo, per svolgere la funzione di CTU deve avere la partita IVA? può svolgere l'attività con carattere di occasionalità? ad oggi svolge parecchi incarichi nell'arco dell'anno per le procure ed i tribunali. Come comportarsi? avendo letto attentamente la sentenza n.332./2012 corte dei conti vuole chiudere la partita IVA di cui e' in possesso.

In riscontro al quesito postoci Le si evidenzia che un dirigente medico con rapporto esclusivo con l’Azienda di dipendenza può svolgere attività libero professionale solo in regime intra moenia.
Tale modalità operativa preclude il possesso di partita IVA, in quanto le prestazioni sono parcellare su bollettario dell’Azienda.
In ogni caso il possesso di partita IVA è incompatibile con il rapporto di impiego in ragione del fatto che essa è presunzione di un’attività non occasionale, preclusa al pubblico dipendente.

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22. Scrivo da parte della segreteria della Sisport Fiat, società sportiva affiliata al CONI. Le ultime delibere del decreto Balduzzi e del decreto “del fare” ci obbligano ad accettare per le nostre attività sportive solamente i certificati medici di idoneità all’attività sportiva non agonistica, che devono riportare Luogo, data, timbro e firma del medico certificatore.
Purtroppo ci arrivano certificati redatti su computer (non carta intestata stampata) e senza il timbro.
Quali sono le caratteristiche di validità di un certificato? Ci sono dei limiti?


In riscontro al quesito posto si significa che gli elementi prescritti dalla legge sulle modalità di confezionamento dei certificati di idoneità pratica sportiva non agonistica trovano la loro ratio nell’esigenza di rendere individuabile il medico certificatore, il luogo e la data di emissione.
Non sono quindi le vesti formali che determinano validità del certificato che conserva tutta la sua validità anche se privo di timbro o redatto mediante computer, purchè esso contenga le specificazioni sopra indicate.

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23. Sono un medico specialista in chirurgia generale e sto aprendo un centro poliambulatoriale. Posso essere io il Direttore Sanitario oppure la carica è incompatibile come accade per le case di cura?
Grazie

In riscontro al quesito posto si comunica che la materia è regolata dalla D.G.R. 616/2000 alla quale si rinvia.
Per quanto a conoscenza non sussistono incompatibilità tra la posizione di Direttore Sanitario di un poliambulatorio e quella di proprietario della struttura.

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24. Un medico iscritto regolarmente al proprio ordine e presso lo stesso, alla lista speciale dei medici psicoterapeuti che possibilità ha, con questi titoli, di accedere a concorsi pubblici? I concorsi per medici psichiatri richiedono la specializzazione in PSICHIATRIA, i concorsi per psicoterapeuti sono riservati agli PSICOLOGI, eppure per legge anche i medici possono specializzarsi in psicoterapia.

In riscontro al quesito posto si comunica che la valenza dei titoli di studio e dei titoli professionali ai fini della partecipazione ai concorsi pubblici per l’accesso al S.S.N. è regolata dal D.M. 30/1/1998 al quale si rinvia.
Il titolo di psicoterapeuta ha un equipollenza estremamente limitata che limita l’accesso al lavoro pubblico.

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25. Salve, volevo chiedere se l'essere querelato da parte di un pubblico ufficiale ( vigile urbano nello specifico) appunto per offesa a pubblico ufficiale può essere motivo di non ammissione a sostenere un test per l'iscrizione alle scuole specialistiche ( es. ortopedia) di medicina e chirurgia.

In riscontro al quesito posto si comunica che la annotazione di carico pendente non è ostativa all’ammissione alla prova selettiva per l’accesso alle scuole di specializzazione medica.

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26. Sono una cardiologa ospedaliera, in corso di separazione diventando molto probabilmente unico genitore affidatario di 3 figli di 17, 16 e 10 anni. Mi risulta che l'unico genitore affidatario di un minore di 12 anni possa scegliere di non svolgere lavoro notturno.

In riscontro al quesito posto si conferma che la vigente normativa sulla tutela della maternità depone nel senso da Lei indicato.
Si rinvia per maggior approfondimento all’art. 17 della Legge 5/2/1999 n. 25 e all’art. 53 del D.lgs 26/3/2001 n. 151 e art.II D.lgs 8/4/2003 n. 66.

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27. Vorrei sapere se e' giustificato l'avviso che il mio medico di famiglia ha affisso nello studio che recita:
“se un suo paziente decide di andare privatamente da uno specialista dovrà fare a pagamento eventuali esami prescritti dallo specialista e pagarsi le medicine anche se entrambe mutuabili”.

In riscontro al quesito posto si evidenzia che le prestazioni sanitarie a carico del S.S.N. sono un diritto del cittadino.
Esigenze di contenimento della spesa pubblica e di appropriatezza prescrittiva rimettono al curante di base la prescrizione di qualsiasi prestazione a carico del S.S.N., della quale egli risponde personalmente con la conseguenza di ritenere legittimo l’avviso oggetto di rilievi.
Se infatti il curante non condivide la prescrizione dello specialista privato e non intende assumere responsabilità per esami che non sono prescritti da lui può rifiutarne la ripetizione a carico del S.S.N..

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28. Desidero conoscere il Vostro parere in merito alla possibilità di svolgere attività medica in strutture commerciali a seguito dell'abrogazione della Legge 23 novembre 1939 n 1815 operata dalla L 12/11/2011 n 183 (e ancor prima dalla Legge Bersani 7 agosto 1997 n° 266) e quali sono i professionisti che possono collaborare nell'espletamento della loro professione esempio: estetista iscritta Albo Artigiani e medico che esercita medicina estetica iscritto Ordine dei Medici, odontotecnico e odontoiatra negli stessi locali (finora veniva richiesto di costituire un ambulatorio di cui il sanitario era direttore sanitario).


Spett.le FNOMCeO - Ufficio Legale - P.zza Cola di Rienzo 80/A - ROMA

Si trasmette, in allegato, il quesito pervenuto a quest’Ordine la cui risposta assume rilevanza sul territorio nazionale così da ritenere preferibile un pronunciamento di indirizzo di codesta Federazione.

Risposta disponibile cliccando qui

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29. Vorrei sapere se esiste una normativa di riferimento che regoli i rapporti tra uno studio convenzionato di un medico di base ed uno studio odontoiatrico i cui titolari siano ovviamente diversi e che nello stesso appartamento si trovino in spazi differenti. Nel caso concreto ci sarebbe uno studio di un medico di base aperto già da molti anni e nello stesso appartamento, in stanze diverse, un odontoiatra vorrebbe aprire uno studio. E' possibile o c'è qualche restrizione?
In riscontro al quesito posto si comunica che la normativa che regola la apertura degli studi dei medici di medicina generale è costituita dal CCNL per la medicina generale sottoscritto il 25/1/2005.
La utilizzazione dello studio del MMG per lo svolgimento di contestuale attività di altri professionisti è pienamente compatibile nei limiti dettati dalla preventiva autorizzazione da chiedere all’ASL competente.
La contemporanea presenza di più professionisti trasforma la natura dello studio in poliambulatorio.

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30. La presente per sapere se uno studio odontoiatrico associato tra due professionisti deve richiedere l'autorizzazione sanitaria all'ASL. La norma sotto riportata infatti a noi non pare molto chiara.
Francamente noi non l'abbiamo richiesta quando nel 2011 lo studio da monoprofessionale è diventato associato.

In riscontro al quesito posto si evidenzia che l’esercizio in forma associata della professione non risulta necessitare di autorizzazione sanitaria relativamente allo studio dove i professionisti esercitano la loro attività che non perde il carattere di attività individuale.

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31. Sono un medico di base vorrei sapere se è possibile per la mia attività professionale utilizzare uno studio di un collega (anche lui medico di base) in orari diversi.

In riscontro al quesito posto si rinvia alla lettura del CCNL per i medici di medicina generale, nel quale sono previste molteplici forme di gestione condivisa dello studio.
Si evidenzia inoltre che l’utilizzazione di uno stesso studio per due Medici di Medicina Generale è comunque subordinata alla preventiva autorizzazione dell’ASL territorialmente competente con cui è in atto il rapporto convenzionale.

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32. Per aprire uno studio medico dove si praticano semplici infiltrazioni articolare e elettroanalgesia tens una volta a settimana ed ecografia diagnostica senza dipendenti né personale, c’è bisogno di autorizzazioni comunali?

In riscontro al quesito posto si comunica che l’apertura di uno “studio medico” è subordinata a preventiva autorizzazione qualora la struttura sia spersonalizzata.
L’autorizzazione non è invece necessaria per il medico che vi eserciti personalmente senza attrezzature di particolare complessità.

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33. Sono un medico iscritto all'ordine dal 1979, sono stata dipendente ospedaliera a tempo pieno presso azienda ospedaliera città della salute e della scienza di Torino presidio OIRM SANTANNA fino al 12 luglio 2013.
Dal 13 luglio 2013 mi è stata riconosciuta pensione di inabilità (commissione medica ministero economia e finanze) che comporta inabilità permanente al servizio di istituto e a qualsiasi lavoro proficuo in modo assoluto,ai sensi dell'articolo 13, Legge 8 agosto 1991 n. 274.
Il quesito è: Posso sospendere anche i versamenti Enpam per pensione ordinaria, che dovrei ricevere a 65 anni, e per iscrizione all ' Ordine ?
Posso mantenere la sola iscrizione all' Ordine?


In riscontro al quesito posto si comunica che l’iscrizione all’Albo professionale implica necessariamente l’obbligo di iscrizione all’ENPAM fondo generale. Non è quindi possibile cessare la contribuzione e mantenere la iscrizione all’Albo.
Solo la cancellazione dall’Albo Le consentirà di cessare anche la contribuzione alla cassa di previdenza ENPAM

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34. Con la presente sono a richiedere informazioni su seguente quesito: può un medico di medicina di base , senza particolare specializzazione, effettuare una visita specialistica (ortopedica) con utilizzo di strumenti radiologici rilasciando anche regolare referto ed effettuando relativa medicazione (frattura dito)?
L'assicurazione non mi riconosce il rimborso in quanto sostiene che detta prestazione deve essere eseguita esclusivamente da medico specialista o MMG con specializzazione inerente.

In riscontro al quesito posto si esterna parere negativo. La radiologia è disciplinata riservata per legge allo specialista.
Il legislatore ha previsto con il D.M 21/2/97 che anche il medico privo di specializzazione in radiologia possa avvalersi dei RX quando questa prestazione diventi complementare all’attività esercitata (es. specialisti in odontoiatria, in ortopedia, in urologia etc).Questi medici non sono però legittimati a refertare la prestazione complementare che ha una finalità complementare interna.Fuori da questi limiti il medico non ha legittimazione a svolgere prestazioni per immagini che richiedono l’uso dei RX, come da decreto che si allega.

ALLEGATO QUESITO N. 1

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35. Di recente la mia ASL mi ha concesso il nulla osta alla mobilità volontaria riservandosi con un provvedimento successivo la data di decorrenza. Volevo sapere se tutto ciò é legittimo.. io mi posso avvalere dei tre mesi di preavviso?
In riscontro al quesito posto si comunica che l’aspettativa non può che avere decorrenza dalla data in cui è stata richiesta dal dipendente e, al più, da quella in cui il medico ne ha fruito.
In pendenza di aspettativa è legittimo per il dipendente di avvalersi del preavviso per la risoluzione del rapporto di lavoro.

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36. Sono un'imprenditore ed era mia intenzione investire in un'attività di centro estetico con sostegno medico. Per l'assunzione del personale chi è responsabile nei confronti del pubblico, loro nell'esercizio della loro funzione o io perché il titolare. Ho l'obbligo di verificare i titoli del persone che assumo?
In riscontro al quesito posto si comunica che l’attività di centro estetico esula dai compiti istituzionali dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri trattandosi di attività artigianale.
L’attività di “sostegno medico” è incompatibile con quella del Centro Estetico, se intesa come presenza continuativa nella struttura, a meno che il centro non sia dotato di autorizzazione ambulatoriale medica in questo caso la cui responsabilità è attribuita al direttore sanitario, figura obbligatoria per il rilascio della stessa autorizzazione.

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37. Sono laureata in medicina e chirurgia; a marzo del 2013 ho conseguito il titolo di psicoterapeuta c/o l' ISP di Roma, scuola riconosciuta dal MIUR. L'ordine dei medici dove sono regolarmente iscritta mi ha riconosciuto l'abilitazione a svolgere l'attività di psicoterapeuta ma non intende riconoscermi la specializzazione. In poche parole loro mi qualificano come medico psicoterapeuta e non come medico specialista in psicoterapia. Potete aiutarmi a capire quale e' la normativa che regola quanto sopra e se orienta in un senso o nell'altro?

In riscontro al quesito posto si comunica che possono fregiarsi del titolo di “specialità” i titolari di diploma rilasciato da scuola di specializzazione universitarie.
I titoli rilasciati da istituti privati, pur se equipollenti ai fini dell’iscrizione nell’elenco degli psicoterapeuti, non legittimano l’uso del titolo “specialista”.
Non essendo in possesso del suo titolo null’altro può essere aggiunto.

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38. Sono un medico ospedaliero, assunto a tempo indeterminato presso un 'azienda ospedaliera universitaria integrata. Ho una anzianità di servizio di 30 anni. Mi è stata offerta la possibilità di svolgere attività di direttore di un dipartimento medico c/o una struttura di ricovero privata accreditata con il SSN. Vorrei sapere se esiste la possibilità di fruire di aspettativa ai sensi dell'art. 18 della L. 183 del 2010, stipulando un rapporto di lavoro con contratto d'opera, atteso che la norma non precisa se per "privato" si debbano intendere solo strutture private pure o se siano ricomprese anche le strutture private accreditate? In alternativa è possibile percorrere l'ipotesi prevista dall'art. 23/bis del D.L. 165/2001 così come recepito dall'art. 10 del CCNL integrativo del 2004?
In riscontro al quesito posto si comunica che stante la dizione dell’art. 23 bis del Dlgs 165/2001 e del CCNL del 2004, ad avviso dell’Ordine scrivente, non dovrebbe assumere rilievo preclusivo all’aspettativa la natura del soggetto che ha offerto il contratto.
Tale convincimento discende dal fatto che consentendo la norma l’aspettativa per incarichi in altre ASL non si ravvisa conflittualità di natura concorrenziale per incarichi in strutture private convenzionate.

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39. Se sono in procinto di firmare un contratto a tempo indeterminato con un' azienda privata ma ho carichi pendenti. Il mio contratto potrebbe essere revocato? Come posso comportarmi per non mettere a rischio il contratto?

In riscontro al quesito postoci si comunica che la pendenza di un carico pendente non dovrebbe essere ostativa a poter essere assunti alle dipendenze di una P.A.
Si evidenzia tuttavia che la eventuale condanna per uno dei reati specificamente ostativi al lavoro presso le P.A. potrebbe determinare successivamente all’assunzione la decadenza dall’impiego.
Si suggerisce per Sua maggior sicurezza e tranquillità di consultare un legale, al quale meglio esporre la Sua situazione e il reato contestatoLe.

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40. Sono l'amministratore di un piccolo poliambulatorio. Ho già effettuato la richiesta di approvazione della domanda di fisioterapia di primo livello e di Fisiatria alla Regione , con conseguimento di parere favorevole. Congelato  l'autorizzazione inerente la fisioterapia di primo livello in attesa di ultimazione dei lavori di ampliamento e creazione di nuova sala palestra di min 60 mq come richiesto dalla norma.
Nell'attesa volevo sapere se  un laureato in fisioterapia o un massofisioterapista può svolgere all'interno del Poliambulatorio la sola attività di massaggio in qualità di Libero professionista iscritto all'albo dei fisioterapisti, affittando lo studio come avviene già per le altre specialità già presenti. Chiedo cortesemente di menzionare se esistente la legge di riferimento.

In riscontro al quesito posto si comunica che la materia è regolata dalla DGR 616/2000 che disciplina i limiti di funzionamento ed i requisiti delle strutture ambulatoriali.
Il fisioterapista è legittimato a svolgere prestazioni di massoterapia che di conseguenza, possono seguire il regime di qualunque altra attività libero professionale consentita all’interno dell’ambulatorio.

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41. Io medico chirurgo esercito da diversi anni la mia attività professionale in forma individuale. Avrei in progetto di effettuare un conferimento della mia ditta individuale in una costituenda s.r.l. unipersonale. Sono a conoscenza del fatto che per il Comune di Torino l’esercizio della professione in uno studio medico in forma individuale non comporta il rilascio di alcuna autorizzazione ASL e la domanda è: lo stesso vale per l’s.r.l. unipersonale, in cui io conferirei la mia attività, dal momento che sono sempre e solo io ad esercitare la professione, assumendo io stesso la figura di Amministratore unico e Direttore Sanitario?

In riscontro al quesito posto si significa che l’elemento al quale occorre aver riguardo per sapere se la costituenda società abbia o meno necessità di autorizzazione sanitaria per gestire una struttura odontoiatrica, non è tanto il numero dei soci, quanto la natura della società e il suo oggetto sociale.
La società che abbia come oggetto l’erogazione di “servizi”, in quanto soggetto commerciale, per poter erogare prestazioni sanitarie necessita di preventiva autorizzazione ex art. 197 TULS.

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42. Sono un tecnico di laboratorio biomedico dipendente di una ASL con contratto a tempo indeterminato da 11 anni. Recentemente ho conseguito la Laurea magistrale in medicina e chirurgia inoltre sono in attesa dei risultati per essere abilitato come medico.
Vorrei chiedere se dal punto di vista normativo, successivamente all'abilitazione di stato potrò essere inquadrato con una posizione dirigenziale.

Il quesito posto trova risposta negativa.
Il Suo accesso all’impiego è avvenuto per un profilo specifico diverso da quello dirigenziale, Lei potrà accedere al ruolo della dirigenza medica solo previo concorso pubblico e possesso di specializzazione medica.
La laurea magistrale non le consente alcuna progressione interna di carriera, tra l’altro ormai preclusa in assoluto dalla legge Brunetta.

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43. Desidero sapere come comportarmi in merito al test di Mantoux che mi ha proposto il medico competente della Azienda Ospedaliera in cui lavoro.
Ho fatto tale test nel lontano 1995 quando ho iniziato la facoltà di medicina: risultato debolmente positivo. Da allora frequento la stessa Azienda Ospedaliera ed il test non mi è stato più proposto, così come agli altri miei colleghi. Quest'anno alla visita del lavoro il medico competente, su suggerimento delle Assistenti Sanitarie, mi consiglia tale test dicendomi che è obbligatorio farlo ogni 3 anni, pena la sospensione dalla attività lavorativa e la denuncia. Io non vorrei fare il test per 2 motivi: a) la volta scorsa ho avuto febbricola per 2 settimane (non sappiamo se il test ne fosse la causa o meno). b) sto cercando una gravidanza, forse potrei essere incinta e non voglio rischiare effetti sconosciuti. Dico quindi che per tali motivi preferirei, se obbligatorio, fare il Quantiferon. Mi viene risposto che le alternative sono 3:
a) Mi pago il Quantiferon perchè lui non me lo prescrive. b) Mi faccio fare il test di Mantoux. c) Non potrà darmi l'idoneità lavorativa e sarò denunciata perchè rifiuto di sottopormi agli accertamenti richiesti dal medico competente.
Tra le tre certo mi pagherò il Quantiferon, però vista anche la poca disponibilità a fornirmi maggiori dettagli, vorrei capire se effettivamente è proprio giusto (legale) così.

In riscontro al quesito posto si evidenzia che la richiesta del medico competente è legittima e conforme alla legge 81/2008.
Il medico competente indica gli accertamenti ritenuti utili ai fini della tutela del lavoratore ed il rifiuto a sottoporsi comporta l’inidoneità lavorativa.
E’ parimenti legittimo l’addebito al lavoratore del costo di un test diverso, rispetto a quello indicato dal datore di lavoro che ne assume gli oneri.

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44. Sono un Medico di Medicina Generale e dal 2004 lavoro anche come Medico di Struttura c/o una RSA gestita direttamente dall'Azienda USL con turni presenze predisposti dal Direttore Sanitario. La Struttura costituita da un modulo di 20 posti letto eroga prestazioni a favore di utenti con necessità riabilitative (fisioterapia, logopedia) documentate da relativo progetto ed utenti di media complessità con necessità di terapie parenterali, medicazioni complesse, nutrizione artificiale, affetti da pluripatologie, prevalentemente geriatrici (età media 80 anni) provenienti per il 76% da ambiente Ospedaliero (44% reparto di Ortopedia), 24% dal domicilio su proposta dei Medici di Assistenza Primaria, specialisti Geriatri e Fisiatri. Vorrei sapere se questa mia attività lavorativa che tutt'ora esercito mi da diritto ad un titolo equivalente a qualche specialità al fine di poter partecipare a bandi di concorsi, congressi e menzione su carta intestata.

In riscontro alla Sua si comunica che l’attività di fatto in branche specialistiche non può ritenersi sostitutiva di specializzazione e non può essere fatta valere come titolo equipollente a fini dei concorsi pubblici nei quali venga richiesto il possesso di diploma di specializzazione.

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45. La sottoscritta da anni con attività di libera professione extramoenia, chiede se possa ricoprire l’incarico di dirigente di struttura semplice facente parte della struttura complessa di cardiologia senza modificare l’attività professionale privata extramoenia.
Parrebbe questa possibilità dalla lettura del contratto di lavoro, dalla legge 138/2004 (ministro Sirchia) e dall’articolo 12, c.1,del CCNL di area medica del 11.2005.
Non sicura dell’interpretazione di queste leggi e non a conoscenza di nuovi contratti ed emendamenti, chiedo a Voi delucidazioni in merito.

In riscontro al quesito si evidenzia che a seguito di molteplici interventi normativi sulla LPI il Suo esercizio in extramoenia non è più ostativo alla direzione di Struttura Complessa e quindi anche all’incarico di struttura semplice.

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46. Con la presente sono a chiedere chiarimenti circa la correttezza di un medico di base iscritto all'Albo, il quale, chiamato poco dopo le 6:00 del mattino per accertare il decesso di mio papà avvenuto in casa, è giunto circa cinque ore e mezza dopo, ma ha poi compilato una constatazione di decesso in carta bianca facendo riferimento alle 6:30 come orario della morte.
Tutto regolare?
E, se avesse potuto essere rianimato, con un intervento più tempestivo?
Quali sono le priorità dei medici di base in questi casi?
Vi sarei molto grato se poteste fare luce su questi dubbi legati ad un evento già di per se angoscioso.

In riscontro alla Sua del… si evidenzia che la Sua richiesta di accesso per “contestazione di decesso” è stata evasa nei termini ordinari, trattandosi di incombenza burocratica priva di urgenza.
I suoi rilievi sulla esigenza di un intervento più tempestivo sono illogiche in quanto la possibilità di rianimazione è incompatibile con la richiesta di certificato di “constatazione di decesso”.

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47. Gradirei avere un vostro parere sulla possibilità, per un Poliambulatorio, già autorizzato per varie specialità mediche, di subaffittare locali ad altri specialisti che non usufruiscono dei servizi del Poliambulatorio e hanno un rapporto diretto con il cliente: si configura in questo caso l'ipotesi dello studio professionale (senza necessità di autorizzazione) o è necessaria l'autorizzazione ex 193?

In riscontro al quesito si comunica che il regime che regola il poliambulatorio deve essere seguito per tutte le prestazioni, non sussistendo giustificazione per la scelta di regimi derogatori a scelta del medico che vi opera.

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48. Per quanto riguarda l’ammissione al patrocinio a spese dello stato com’è la procedura per quanto riguarda la consulenza tecnica?

In riscontro al quesito si comunica che l’ammissione al gratuito patrocinio ricomprende tutte le spese ed onorari necessari per la difesa.
La parte ammessa al patrocinio gratuito dovrà chiedere quindi l’autorizzazione allo svolgimento di CTU.

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49. Sono una specializzanda al 4 anno in neurologia. E' possibile per me praticare attività di consulente tecnico d'ufficio per il Tribunale nell'ambito di un'attività occasionale?

In riscontro al quesito posto si comunica che lo specializzando non può svolgere attività di CTU, non essendo ricompresa in quelle elencate nel D.lgs. 368/99.

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50. Con la presente siamo a richiedervi se sia possibile il rientro anticipato dalla malattia con conseguente ripresa di servizio a seguito di “autocertificazione” da parte del lavoratore stesso.
La situazione che si è verificata è la seguente.
Un lavoratore comunica di essere assente per malattia prognosi dal lunedì al venerdì. Perviene certificato telematico che conferma il periodo di assenza.
Il giovedì pomeriggio il lavoratore stesso rientra al lavoro producendo una “autocertificazione” in cui afferma, sotto la sua responsabilità, di essere in salute e pertanto di rientrare al lavoro.
Vi richiediamo pertanto se tale dichiarazione sia sufficiente ad interrompere la prescrizione del medico oppure se sia necessaria la presentazione di un nuovo certificato medico attestante l’avvenuta guarigione con conseguente rientro anticipato al lavoro.
Vista la peculiarità delle attività svolte dalla nostra Fondazione siamo inoltre a domandarvi se, in caso di risposta affermativa al quesito di cui sopra, sia possibile, per il lavoratore, riprendere il servizio il giorno stesso di sottoscrizione dell’autocertificazione o di emissione del nuovo certificato.

In riscontro al quesito si comunica che l’obbligo di garanzia impone che la ripresa dell’attività lavorativa anticipata rispetto alla valutazione prognostica del medico, necessiti sempre di rivalutazione preventiva da parte del curante.
L’autocertificazione del lavoratore non è sufficiente a garantire da responsabilità del datore di lavoro

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51. La domanda è questa: Può un medico, già direttore sanitario in un centro medico, essere direttore sanitario contemporaneamente in un altro centro medico?

In riscontro al quesito posto si comunica che nella preclude che uno stesso professionista possa assumere la Direzione Sanitaria di più centri, purchè consentito dal contratto e dal vincolo orario.

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52. Sono un medico iscritto all'Ordine di Torino. Volevo chiedere due informazioni: nel caso volessi aprire uno studio di medicina estetica dove si effettuano visite e piccole procedure di tipo ambulatoriale (che non richiedono presenza di anestesista ) qual è l'iter burocratico legale e di autorizzazione da dover seguire?.
Nel caso volessi fare la prp (platelet rich plasma) ho saputo che ci vuole un 'autorizzazione poiché si utilizza materiale derivante da sangue. Come è possibile ottenerla?

In riscontro al quesito posto si comunica che l’apertura di uno studio privato di medicina non necessita di preventiva autorizzazione, diversamente da un ambulatorio per la cui apertura si rinvia alla D.G.R. 616/2000.
Diverso è poi il problema del trattamento del sangue che è materia regolata da specifica normativa di settore.

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53. Si richiede se:un Medico iscritto presso il Vostro Ordine possa costituire uno Studio Associato (Associazione Professionale) con un soggetto avente qualifica di "nutrizionalista" (senza Albo di appartenenza).

In riscontro al quesito posto si comunica che la costituzione di studio associato è possibile solo tra soggetti iscritti all’Albo professionale.

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54. Mi vengono richieste informazioni concernenti lo stato di salute e i farmaci assunti da una mia paziente deceduta nel corso dell'anno 2012. Sono attualmente il medico curante di uno dei figli della paziente e la richiesta di informazioni mi viene fatta da uno studio legale, a cui un altro figlio, non mio assistito e che non conosco, si è rivolto. Dopo attenta riflessione, avevo risposto con raccomandata A/R ricordando il vincolo del segreto professionale alla cui osservanza sono tenuto. Nei giorni scorsi lo studio legale mi riscrive rinnovando la sua richiesta.
Chiedo un parere sulla coerenza della mia condotta con il nostro Codice Deontologico.

In riscontro al quesito posto si evidenzia che oltre al segreto professionale ciò che osta alla divulgazione di dati sensibili a soggetto non indicato dal diretto interessato è la legge sulla privacy.
Il suo prudenziale rifiuto è perfettamente rispondente agli art. 10,11 e 12 del vigente C.d.M.

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55. Vi espongo il mio problema premesse:
giugno 2012 in graduatoria per un posto a tempo indeterminato presso DEA di cui posso inviarvi una copia dei risultati.
Da quella stessa vengono assunti tre medici,che poi, per trasferimenti successivi  scorre fino al mio nome, ma vengo assunto con contratto a tempo determinato dal 25 febbraio 2013 al 15 agosto 2013 in quanto una collega prima di me chiesto ed ottenuto il trasferimento alle Molinette  ha chiesto anche l'aspettativa.
La collega non rientra e mi viene rinnovano il contratto, sempre a tempo determinato per altri sei mesi, con la promessa di trasformarlo in tempo indeterminato in itinere. Ciò non accade e si approssima la scadenza al 14/2/2014. 
L'azienda non sembra propensa nè al rinnovo nè tanto meno all'assunzione a tempo indeterminato.
A chi posso rivolgermi per sapere se ne ho comunque diritto al di là delle decisioni aziendali?

In riscontro al quesito posto si comunica che la stabilizzazione in ruolo presso un azienda pubblica è subordinata a procedura concorsuale di evidenza pubblica.
La Sua posizione dovrebbe quindi essere garantita essendo Lei il vincitore, seppur per scorrimento di graduatoria, di un posto pubblico che è da ipotizzare non Le possa essere attribuito in via definitiva a causa dei limiti della spending review.
La invitiamo a rivolgersi ad un legale che potrà esserLe meglio preciso dopo lo studio della documentazione del caso.

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56. Vorrei sapere se un medico "specializzato ed esperto in ginecologia e medicina e chirurgia estetica" come scrive sul suo curriculum possa operare come chirurgo plastico e fare una mastoplastica additiva e poi una asportazione mammaria. Vorrei sapere dove trovare l'albo per verificare se questo è un chirurgo plastico.

In riscontro al quesito posto si comunica che il medico iscritto all’Albo è legittimato a qualunque tipo di intervento ad esclusione delle prestazioni di radiodiagnostica, riservate allo specialista.
Inoltre, non essendovi obbligo di annotare le specializzazioni nell’Albo è impossibile controllarne il possesso tramite la consultazione dell’Albo.

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57. Sono una fisioterapista che ha conseguito successivamente il titolo di Osteopata. Ho avuto proposta di lavorare come Osteopata presso un reparto di neonatologia, cosa piuttosto diffusa in Italia negli ultimi anni. Ai medici del reparto (pediatri e neonatologi) interessa essere però salvaguardati dal punto di vista medico legale. Possono loro inviarmi pazienti in ospedale se l'osteopatia non è riconosciuta? Oppure potrebbero essere denunciati per questo?se c'è questo rischio come si comportano negli altri ospedali?

In riscontro al quesito posto si evidenzia che l’osteopatia è una branca settoriale dell’ortopedia e della fisiatria. Di conseguenza il medico è legittimato a prescrivere trattamenti terapeutici che possono poi essere effettuati dal fisioterapista su specifica prescrizione.

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58. Il mio quesito riguarda i soci di una stp. I soci di una STP che svolga attività di odontoiatria devono essere tutti appartenenti allo stesso albo, oppure è possibile costituire una STP anche tra professionisti iscritti ad albi o ordini diversi, ed ancora è possibile costituire una stp tra un dentista e suo figlio (non ancora laureato) ma che entra solo come socio di capitale?. Inoltre laddove si volesse costituire stp con attività multidisciplinare è possibile costituirla col proprio coniuge che esercita attività di consulente del lavoro.

In riscontro al quesito posto si rinvia alla lettura dal D.L. 8/2/2013, n. 34 che regola le STP, la quale prevede la possibilità di costituzione tra professionisti di aree diverse ammettendo anche la semplice partecipazione di soci di capitali in misura non superiore alle percentuali indicate dalla legge.

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59. Vi contatto per un quesito di questi giorni. Sono un medico chirurgo oculista ed attualmente esercito la professione nella mia abitazione (appartamento accatastato ad uso residenziale, affitto con contratto 4+4). Vorrei adibire l’appartamento unicamente ad uso studio: - è necessario il cambio di destinazione d’uso (anche se si tratta di uno studio privato con visite su appuntamento)? - se sì, cambia la locazione da 4+4 a 6+6?

In riscontro al quesito posto si comunica che lo svolgimento della propria attività professionale in una abitazione non rende necessario il cambio di destinazione d’uso dell’immobile, considerata la natura privata degli “studi”.
Diverso il discorso sul contratto di locazione nel quale occorre avere riguardo all’oggetto che, se circoscritto all’abitazione civile, potrebbe trasformarsi in fonte di responsabilità con la proprietà.

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60. Sono un medico-chirurgo specializzato in medicina fisica e riabilitazione, volevo avere informazioni riguardo il contratto per direzione sanitaria di centro di fisiochinesiterapia convenzionato con il SSN che eroga prestazioni ambulatoriali: quale dovrebbe essere il contratto nazionale da applicare? Mi hanno proposto un contratto ANISAP, possono far riferimento a quello? faccio questa domanda perché ci sono enormi discrepanze economiche rispetto ad altri contratti applicati tipo AIOP.

In riscontro al quesito posto si evidenzia che è il datore di lavoro che, nell’offrire contratto, indica quale contratto nazionale applica l’azienda.
Nulla preclude al lavoratore di proporre un CCNL diverso, ma è difficile credere che il datore di lavoro possa accettarlo, essendo la contrattazione soggettiva libera.

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61. Si chiede di conoscere se un professionista e precisamente un medico convenzionato con ASL possa assumere il proprio coniuge come suo dipendente con mansioni di segreteria e assistente studio,
oppure, in alternativa in quale gestione possa essere inquadrato.

In riscontro al quesito posto si comunica che l’assunzione come dipendente di un proprio familiare non è vietata, ma purtroppo l’Ente previdenziale che incassa i contributi (INPS) all’atto della domanda di pensione non riconosce la validità del rapporto.

Allo stato non è possibile alcun suggerimento per superare questa anacronistica situazione.

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62. Sono un medico ed allo stesso tempo dipendente a tempo indeterminato nell’Università con qualifica di tecnico e quindi in ruolo non sanitario. Essendoci l’incompatibilità tra la mia posizione lavorativa con l’iscrizione all’Ordine e lo svolgimento della libera professione avevo chiesto ed ottenuto il passaggio in regime di tempo parziale al 50% rimuovendo tale incompatibilità. Mi restano solo i limiti dettati dal conflitto d’interesse, che non sussiste non svolgendo per l’Ateneo attività sanitaria, e l’impossibilità di contrarre rapporti di lavoro dipendente con altra Pubblica Amministrazione.
Prossimamente dovrei sostituire un medico di Medicina Generale, ma alcuni impiegati dell'ASL di pertinenza mi dicono che non posso assolutamente farlo appellandosi all’art. 17 dell’ACN dove si parla di incompatibilità. In particolare si riferiscono al comma 1-a che afferma “sia titolare di qualsiasi rapporto di lavoro dipendente, pubblico o privato, anche precario, ad eccezione dei medici…” Di seguito vengono citate tutta una serie di profili professionali sanitari in regime di incompatibilità.
La mia domanda è: la mia posizione di dipendente in ruolo non sanitario ed in regime di tempo parziale al 50% rientra nelle incompatibilità dell’art. 17 dell’ACN?

In riscontro al quesito posto si evidenzia che il CCNL è lex specialis e di conseguenza l’interpretazione fornitale appare corretta, ancorché la norma contrattuale sia ormai anacronistica.

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63. Sono un medico militare e, se possibile, avrei bisogno di delucidazioni in merito all'attività medica che svolgo in privato. Dovrei iniziare a lavorare presso una autoscuola (per fare le visite mediche per i rinnovi delle patenti di guida) che, non avendo uno studio medico autorizzato, si appoggia ad un poliambulatorio adiacente dotato ovviamente di studio autorizzato. Il poliambulatorio anzidetto, mi vuole a tutti i costi e per diretti interessi, far firmare un contratto di collaborazione tra me e poliambulatorio, quando credo che invece il contratto debba essere stipulato tra il poliambulatorio e l'autoscuola (che, tra le altre cose, di volta in volta può anche mandare un medico diverso da me a fare le visite). Chiedo lumi in merito e possibilmente riferimenti alla normativa vigente.

In riscontro al quesito posto si evidenzia che non essendo Lei dipendente della scuola guida il poliambulatorio correttamente chiede di regolare con Lei le obbligazioni relative all’uso della sua scrittura.
Nulla vieta che il contratto possa essere formalizzato anche con il coinvolgimento dell’autoscuola.

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64. Sono un medico specialista con contratto a tempo indeterminato e a rapporto esclusivo con un Ospedale classificato. Attualmente sono in aspettativa non retribuita per motivi familiari. Vorrei chiedere se, durante tale periodo, è possibile esercitare un'attività libero professionale con apertura di partita IVA. Potrebbero esserci dei problemi di incompatibilità con il mio contratto in essere?

In riscontro al quesito posto si evidenzia che l’aspettativa è regolata contrattualmente nel CCNL per la dipendenza medica, nel quale ne è contemplata anche la fattispecie per incarichi lavorativi.
Ne consegue che l’aspettativa per motivi di famiglia preclude lo svolgimento di attività libero professionale non autorizzata, configurando una violazione del dovere di esclusiva che permane anche durante l’aspettativa.

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65. Vi scrivo per chiedere delucidazioni in merito ad una questione che ritengo importante: da circa 1 mese esercito in qualità di medico di guardia presso una casa di cura della provincia di Torino, vengono coperti i turni pomeridiani, notturni e festivi. Nella struttura vi sono 5 reparti per un totale di circa 80-100 pazienti, in totale durante i turni di guardia vi è un medico e 10 infermieri per il suddetto numero di pazienti. La paga oraria è di 20 euro lordi l’ora, il contratto è di collaborazione come libero professionista. Come molti colleghi ho accettato perché è necessario “mangiare”, chiedo però a codesto spettabile Ordine un giudizio in merito all’equità di una tale retribuzione visto il numero dei pazienti ed il carico di lavoro che il medico di guardia assume.

In riscontro al quesito si comunica che i compensi dei medici della Case di Cura sono regolati dal CCNL della specialità privata alla cui lettura di rinvia.
L’Ordine non ha purtroppo alcuna voce in capitolo dopo l’abrogazione delle tariffe.

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66. Sono un medico specialista in neurologia, assunto a tempo indeterminato presso una Azienda Ospedaliera Universitaria. Ho frequentato un corso triennale di counselling sistemico della comunicazione e ho ottenuto il diploma di counsellor; attualmente esiste una un'associazione professionale di categoria per i counsellor ai sensi della Legge 14 gennaio 2013.
Vorrei sapere se posso svolgere l'attività di counsellor come attività libero-professionale, se in caso positivo devo aprire partita IVA, se devo richiedere autorizzazione alla Direzione dell'azienda in cui lavoro per svolgere l'attività di counsellor o se l'attività di counsellor deve essere svolta come attività intramoenia.

In riscontro al quesito posto si comunica che il medico dipendente può svolgere la libera professione solo se autorizzato dall’Azienda di dipendenza, non essendogli consentita l’apertura di partita IVA che è sintomatica di violazione dell’esclusività di rapporto.

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67. Sto aiutando le ricerche di un mio amico, studente di giurisprudenza, per una tesi di laurea sulla responsabilità del medico e degli ospedali e volevo sottoporvi i seguenti quesiti: Un medico - non iscritto all'albo - potrebbe prestare la sua opera negli ospedali, al limite come volontario e quindi senza che ci sia nessun rapporto lavorativo in essere con l'ente? E comunque potrebbe essere iscritto all'ENPAM, per esempio per versamenti volontari? Se le risposte fossero affermative, potete dirmi se ed in quali ospedali di Torino questa figura sia prevista?

In riscontro al quesito posto si comunica che l’esercizio della professione medica, dovunque svolta, è subordinato all’iscrizione all’Albo professionale.
Quanto all’interrogativo pensionistico si rinvia alla lettura del regolamento ENPAM consultabile in www.enpam.it.

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68. Il sottoscritto dott., essendo stato iscritto al corso di specialità negli anni 1982-88 , non avendo in passato presentato domanda di rimborso per tale periodo , richiede un parere legale in merito ad eventuale adesione ad attuale causa di ricorso.

In riscontro al quesito Le si evidenzia che qualora non abbia provveduto a suo tempo ad interrompere la prescrizione, la proposizione di causa è profondamente rischiosa.

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69. Sono un medico specializzando: il mio professore mi ha coinvolta in un congresso scientifico affidandomi la preparazione e poi la presentazione in sede congressuale di una relazione inerente la mia specialità per cui sarebbe prevista (come per gli altri relatori) una remunerazione su rilascio di regolare fattura: il mio professore e molti colleghi specializzandi che si trovano/si sono trovati in questa situazione sostengono che rientra nel programma di formazione di specialità (bisogna studiare e prepararsi a fondo in effetti per tali eventi e l'invito a partecipare parte dal proprio professore oltre che da chi organizza direttamente l'evento) e che quindi posso stare tranquilla e rilasciare fattura ma vorrei avere un parere legale poichè tale "prestazione" non rientra tra quelle consentite esplicitamente dal contratto di specialità (ovvero sostituzione mmg e guardie mediche, attività intra moenia). Nei prossimi mesi peraltro dovrei partecipare ad altri due eventi simili e vorrei sapere come comportarmi.

In riscontro al quesito posto si rinvia alla lettura del Decreto Legislativo che vieta allo specializzando la possibilità di svolgere altre attività remunerate, fatta eccezione per quelle previste dal D.Lgs 368/99 sulle sostituzioni MMG.
La predisposizione di una relazione scientifica può tuttavia configurarsi come attività extra ordinem e il compenso potrebbe essere configurato come indennizzo relativo al diritto d’autore e quindi compatibile con i limiti normativi richiamati.

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70. Sono un medico neoabilitato (17 febbraio u.s.) a cui é stata proposta una collaborazione con una società sportiva calcistica. Sono dunque a chiedervi se, dal punto di vista legislativo, nelle attuali mie condizioni di neoabilitato quindi senza specializzazione alcuna, mi è concesso di redigere un certificato medico NON AGONISTICO (richiesto dalla società a tutti i tesserati di età inferiore ai 12 anni).

In riscontro al quesito posto si rinvia alla lettura del Decreto del Ministero della Salute 24 aprile 2013 che circoscrive la facoltà di certificazione sportiva non agonistica solo ai medici di famiglia e ai pediatri curanti del cittadino e ai medici sportivi.
Per ulteriori approfondimenti si invita a prendere visione della documentazione in materia rilasciata dalla FNOMCeO e disponibile nell’area news importanti del sito istituzionale dell’Ordine (www.omceo.to.it).

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71. Se posso, vorrei chiedere se la mia posizione contrattuale entra in conflitto con l'eventuale possibilità a svolgere attività di sostituzione come medico di medicina generale o come guardia medica?
Qualora fosse possibile esercitare parallelamente entrambe le attività lavorative, dovrei richiedere autorizzazione alla direzione medica di ospedale?

In riscontro al Suo quesito si comunica che la Sua posizione di dipendente preclude lo svolgimento di qualunque attività libero professionale, salvo non sia specificamente autorizzata dall’Ente di dipendenza.
La sanzione è costituita dal procedimento disciplinare e dal recupero alle casse dell’Ente di tutti i Suoi compensi.

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72. La dott.ssa,già in Italia da circa 12 anni,ha conseguita la laurea in Medicina nel paese di origine nel 1987 e in Italia nel mese di Luglio 2007,iscrivendosi poi all'Ordine nel Gennaio 2008.Subito dopo ha incominciato a lavorare presso la Casa Circondariale LO RUSSO e CUTUGNO di Torino,in regime convenzionale, in favore della popolazione ivi ristretta, con incarico a tempo indeterminato di Medico di Medicina Generale. Il contratto é tutt'ora in atto continuativamente. L'interessata da oltre 13 mesi ha presentato la domanda per ottenere la cittadinanza italiana.
Posto quanto precede la d.ssa chiede se é necessario effettuare il corso triennale di formazione specifica in Medicina Generale tenendo conto anche degli artt.13 e 37 dello Statuto dei Lavoratori,legge 300 1969, nonchè dell'art.2013 del Codice Civile, sostituito appunto dal citato art.13.

In riscontro al quesito posto si comunica che l’attestato di Formazione Specifica in Medicina Generale è regolato dal D.lgs 368/1999.
Il legislatore ha equiparato ai fini lavorativi il solo possesso di laurea in medicina conseguito precedentemente al 31/12/1994.
Non sono previste altre fattispecie derogative.

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73. Sono un Dirigente Medico presso una ASL della Provincia di Torino. Avrei necessità di un parere legale in merito alla mia richiesta di mobilità volontaria presso altra ASL di Torino. Avendo fatto domanda di mobilità, avvenuta la delibera da parte dell'ASL in cui desiderei trasferirmi, la mia ASL di provenienza ha dato parere negativo. Secondo l'ASL di provenienza tale parere impedirebbe il mio trasferimento. L'ASL di destinazione ritiene invece che tale parere comporta i 3 mesi di preavviso previsti per legge ma che l'ASL di provenienza non può in alcun modo impedire il mio trasferimento.

In riscontro al quesito posto si comunica che la mobilità è regolata all’art. 20 del CCNL 08/06/2000 per la dirigenza medica, alla cui lettura si rinvia, unitamente alla lettura dell’art. 30 del D.lgs 165/2001.
La mobilità integra la “cessione di contratto” che necessita dell’intesa tra azienda cedente e azienda cessionaria espressa con l’assenso di entrambe.
L’ipotesi suggeritaLe dall’ASL di destinazione non è corretta in quanto, accettare la penale di tre mesi di mancato preavviso, significa sottintendere le dimissioni che fanno venir meno il rapporto di lavoro e di conseguenza il diritto alla mobilità.

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74. Avrei bisogno di reperire alcune informazioni rispetto alla mobilità di dirigenti medici in Piemonte, es. è possibile chiedere il trasferimento da una asl all'altra, nella stessa città? Se il trasferimento è una richiesta/necessità volontaria, esiste una procedura da seguire, una direttiva standardizzata, un percorso definito, oppure ogni asl piuttosto che ogni regione ha una sua modalità di comportamento? Esiste materiale consultabile in proposito? Quali sono eventualmente le richieste da effettuare e a chi vanno rivolte? In sostanza è contemplata la richiesta di mobilità volontaria e quali sono le vie più corrette e proficue per poterla ottenere?

In riscontro al quesito posto si comunica che la mobilità dei dirigenti medici è regolata all’art. 20 del CCNL 08/06/2000 della dirigenza medica, al quale si rinvia.
La mobilità, fatta salva quella compensativa, è subordinata alla
preventiva indizione della procedura da parte dell’Azienda che deve comunque acquisire il parere dei dirigenti cui è demandata la gestione del personale secondo la previsione dell’art. 30 del D.lgs 165/2001.

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75. Sono amministratore di una società di servizi SNC autorizzata ad ambulatorio odontoiatrico. Ho conseguito la laurea in odontoiatria da meno di un anno; vorrei sapere se: - ci sono vincoli di tempo per rappresentare la direzione sanitaria? - è legittimo mantenere la società con mia moglie (igienista dentale), chiarendo che la società ha rapporti anche con altri medici? - è un obbligo per noi soci avere ognuno la propria partita IVA in più a quella della società ?

In riscontro alla Sua Le si evidenzia che l’iscrizione all’Albo legittima lo svolgimento di qualunque atto professionale ivi compresa la Direzione Sanitaria di un ambulatorio.
Per rispondere al quesito sulla società occorrerebbe conoscerne la natura: se si tratta di società di servizi è necessario che tutti coloro che vi operano autonomamente dispongano di partita IVA; mentre se fosse una società professionale sarebbe sufficiente la partita Iva della società.

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76. Sono Medico Specializzando in Ginecologia e Ostetricia presso l'Università di Torino e iscritta all'OMCEO di Torino. Vi scrivo per chiedere una vostra opinione in merito ad una questione che mi sta molto a cuore, e che credo abbia già interessato e possa interessare molte colleghe Specializzande prima e dopo di me. Nel 2012 ho avuto il mio primo bimbo e ho usufruito di un periodo di sospensione dell'attività specialistica di 7 mesi e 10 giorni (5 mesi di maternità obbligatoria + 2 mesi di congedo parentale; i 10 giorni in più sono stati un mio errore di calcolo, in quanto avendo partorito 10 giorni oltre il termine non ho pensato che i due mesi in più dovessero partire dalla data presunta del parto e non da quella effettiva...). La mia idea era proprio quella di poter avere ancora 5 mesi di possibile sospensione dell'attività formativa per un'eventuale seconda gravidanza. Adesso che desidererei un'altra gravidanza mi sono informata presso l'ufficio competente e mi è stato risposto che, a causa di quei 10 giorni in più, non ho più a disposizione i 5 mesi per la maternità obbligatoria e che quindi, se dovessi rimanere incinta, sarebbero costretti alla risoluzione anticipata del contratto. Ho contattato l'ENPAM e questo è un estratto della risposta che ho ricevuto:
PER QUANTO RIGUARDA L’AFFERMAZIONE DELL’AMMINISTRAZIONE CHE SUPERANDO DI 10 GIORNI IL PERIODO CONSENTITO AVVERRA’ LA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO, SO PER CERTO CHE NON VIENE APPLICATO DA ALTRE UNIVERSITA’, VIENE CONCESSO UN PERIODO DI SOSPENSIONE “ NON RETRIBUITO” DA RECUPERARE AL RIENTRO DAL PERIODO DI ASTENSIONE, PER POTER ACCEDERE ALL’ESAME DELL’ANNO SOSPESO. SI INFORMI PRESSO IL SUO O.M. CHE SICURAMENTE AVRA’ UN SERVIZIO LEGALE DA CONSULTARE.
Mi rivolgo quindi a voi per sapere come è meglio che proceda...

In riscontro al quesito posto si comunica che l’interpretazione oppostale non pare rispondente allo spirito e alla ratio che informa la tutela della maternità.
Trattandosi di materia riservata alla determinazione dell’Università, La invitiamo a promuovere un ricorso presso la Commissione Nazionale pari opportunità qualora dovesse persistere l’interpretazione fornitale.

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77. Vi scrivo per porre i seguenti quesiti:
1. Da Gennaio 2014 sono iscritta all'Istituto dell'Approccio Centrato sulla Persona (IACP) di Milano. L’Istituto dell’Approccio Cen­trato sulla Per­sona è ri­co­no­sciuto dal Mi­ni­stero dell’Università e della Ri­cerca Scien­ti­fica e Tec­no­lo­gica (legge 56 del 1989) quale Scuola di Spe­cia­liz­za­zione post-universitaria per Psi­co­te­ra­peuti.
La mia commercialista mi ha detto che tutte le spese relative alla scuola potranno essere detratte solamente del 19%: è corretto?
2. La scuola impone 100 ore di supervisione clinica nel corso del quadriennio in concomitanza allo svolgersi dei tirocini in strutture psichiatriche. La mia psicoterapeuta mi ha detto che la supervisione clinica dovrebbe essere detraibile al 100% dal reddito del lavoro in quanto è una supervisione dell'attività che si svolge durante il tirocinio (anche perché quella dello psicoterapeuta figura fra le professioni sottoposte a vigilanza). La mia commercialista non è d'accordo, in quanto, a suo avviso, è detraibile solo al 19%, come le spese sostenute per l'iscrizione e per la quota annuale della scuola di psicoterapia.
Sarebbe possibile avere una delucidazione a riguardo per favore? Ve ne sarei molto grata!

In riscontro al quesito posto si ritiene che la indicazione interpretativa data dal Suo consulente fiscale sia prudenziale e corretta.
In ogni caso è Sua facoltà inoltrare formale “interpello” all’Agenzia delle Entrate, il cui parere avrà valenza dirimente.

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78. Il mio medico di base, mi ha compilato on line e spedito a sede Inps competente modulo inps relativo a accertamento cure termali.
Tale presentazione ed invio sono gratuiti. Mi è stato tuttavia richiesto e fatturato l’importo di euro 50 avente ad oggetto della prestazione “ compilazione questionario anamnesico”, che però è parte integrante del medesimo modulo inviato on line ( di cui mi è stata fornita copia cartacea) ed altro non è che la semplice definizione delle patologie ricorrenti che originano tale necessità (tonsilliti, sinusiti..)
Non mi parebbero esservi i presupposti per tale richiesta/ addebito.
Grato sin d’ora per le informazioni che sarete a darmi , a conferma o smentita di quanto indicatovi.

In riscontro alla Sua di cui all’oggetto, si comunica che la compilazione del questionario anamnestico è prestazione estranea a quelle erogate dal S.S.N. ed è per tanto a carico dell’assistito.

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79. Buongiorno, sono un medico abilitatosi a febbraio e recentemente iscritto al vostro ordine. Vorrei sapere se legalmente posso, nel contesto di un ambulatorio privato, dare consigli dietologici a persone in sovrappeso che desiderino dimagrire o a persone che semplicemente vogliano equilibrare la loro dieta, pur non essendo in possesso di un titolo di specializzazione specifico.

In riscontro al quesito posto si comunica che il medico iscritto all’Albo è abilitato a qualsiasi prestazione di diagnosi e cura, fatta eccezione per quelle radiodiagnostiche rimesse all’esclusiva competenza dello specialista radiologo.
Non si ravvisano quindi ostacoli a prescrizioni terapeutiche concernenti il regime alimentare del paziente.

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80. Sono di nazionalità italiana con residenza in una città italiana. Mi sono laureato in medicina e chirurgia in una facoltà italiana, ho già sostenuto l'abilitazione per l'esercizio dell'attività professionale nel febbraio2014. Ora mi si prospetta la possibilità di lavorare in un ospedale Svizzero. Chiedo: se vado in Svizzera con il permesso di tipo B, cioè non come frontaliere, ma con residenza in Svizzera, potrò in ottobre 2014 partecipare alla selezione per l'ammissione alla scuola di specialità, o ne sarò escluso perchè non ho residenza in Italia?

In riscontro al quesito posto si comunica che sarà il bando di concorso ad indicare i requisiti per potervi partecipare, allo stato impossibili a prevedere.
I bandi fino ad oggi pubblicati hanno sempre indicato la cittadinanza come requisito necessario per la partecipazione alla selezione.

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81. Sono un consulente sulla sicurezza lavoro D.lgs 81/08 e nella mia attività collaboro spesse e volentieri con i medici del lavoro.
Avevo necessità di una vostra risposta a questa domanda: posso fatturare ai miei clienti, oltre la consulenza sul mio lavoro, anche il servizio di medicina del lavoro cioè le visite per la sorveglianza sanitaria? Servono delle autorizzazioni particolari? Non avendo la necessità di un ambulatorio (le visite si fanno in loco), immagino che non devo chiedere nessuna autorizzazione all’ASL al riguardo, o mi sbaglio?
La fatturazione verrebbe in questo modo: il medico di lavoro fattura alla mia società le prestazioni effettuate per conto mio e io fatturo ai clienti queste prestazioni (visite di medicina del lavoro) naturalmente con IVA al 22%.

In riscontro al quesito posto si esclude che le prestazioni di medicina del lavoro possono essere erogate da soggetto estraneo al novero di quelli indicati dal D.lgs 81/2008.
La società da Lei amministrata dovrebbe essere infatti specificamente “autorizzata” all’erogazione di prestazioni di medicina del lavoro nel rispetto della vigente normativa regionale.

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82. Sono un medico neolaureato e in attesa di specializzazione a cui una palestra ha proposto di effettuare certificati medici per attività sportiva NON agonistica ai proprio iscritti presso la propria sede. Mi fornirebbero sala visite adeguatamente attrezzata e completa di elettrocardiografo per poter effettuare anamnesi+visita+ecg. Questa attività di consulenza è legalmente praticabile? In caso di risposta negativa la stessa cosa varrebbe anche in caso di sostituzione di MMG (visto che trattasi di pazienti solo "temporanei" e quindi non "conosciuti")in cui si eseguirebbero allo stesso modo anamnesi+visita+ecg? Quali sarebbero le differenze con la medesima attività svolta presso la sopracitata palestra?

In riscontro al quesito posto si comunica che la materia delle certificazioni sportive è regolata dal Decreto del Ministero della Salute 24 aprile 2013 che ne riserva il rilascio esclusivamente ai medici curanti che hanno in carico l’assistito e ai medici sportivi.
Quanto all’interrogativo sulla posizione del sostituto la limitazione ha natura deontologica, perché se egli ha conoscenza della salute del paziente del collega sostituito potrà rilasciare il certificato che, diversamente, è preferibile lasciare fare al medico titolare del rapporto di garanzia, trattandosi di prestazione elettiva.

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83. Il medico di base di mio padre non vuole compilare la richiesta di UVG perché vuole vederlo ma mio padre e' suo paziente da circa 10 anni e il medico in questione e' al corrente delle sue problematiche di salute fisiche e mentali. In questo momento mio padre e' ricoverato all' ospedale …… di Torino e io non posso di certo portarlo nello studio del Dott. …... Ho chiesto al dottore di andare a vederlo all' ospedale ma si è' rifiutato o in alternativa di vederlo nella struttura in cui sarà portato dopo le dimissioni ma anche qui si è' rifiutato. Mi chiedo a questo punto come posso fare x avere questo modulo compilato che ci è necessario x intraprendere le pratiche asl... Non potendo pagare privatamente la struttura RSA in cui verrà trasferito per lungo tempo. Il suddetto dott. mi ha anche negato la compilazione dell' impegnativa per pannoloni e traverse che la struttura RSA mi aveva richiesto dicendo che avrei dovuto rivolgersi all' ospedale e al reparto in cui è' ricoverato( …… reparto ortopedia per rottura del femore) . Il reparto mi ha negato però questa possibilità ora mi chiedo come posso fare x avere la compilazione della richiesta UVG e l' impegnativa x pannoloni e traverse?

In riscontro al quesito si comunica che il medico di Medicina Generale è tenuto alle prestazioni indicate sull’A.C.N. 23/3/2005 il quale dispone che in circostanza di ricovero ogni prestazione dell’assistito è a carico del servizio ospedaliero.

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84. Sono un medico in specializzazione presso scuola di urologia di Torino. Mi è stato richiesto da uno poliambulatorio di svolgere visite ed esami urologici in ambito privato. E compatibile con la mia figura di specializzando?

In riscontro al quesito posto si comunica che il medico in formazione specialistica è vincolato nell’attività formativa a tempo pieno.
La disciplina del relativo rapporto è regolata nel D.lgs 17/8/1999 n. 368 e le uniche attività compatibili sono quelle indicate nella L. 23/12/2000, n. 388, art. 19.

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85. Sono un medico chirurgo specialista in odontostomatologia che esercita in uno studio professionale associato in procinto di trasformarsi in ambulatorio. Vorrei sapere se esistono particolari requisiti strutturali o formalità di autorizzazione per utilizzare una struttura mobile atta a visitare e intraprendere piccole terapie di emergenza a beneficio di pazienti disabili o in luoghi disagiati.

In riscontro al quesito posto si ritiene che, se per “struttura mobile” si intende un automezzo adibito ad ambulatorio mobile, lo stesso debba essere preventivamente autorizzato.
Diversamente non deve essere autorizzata una semplice attrezzatura mobile quale ad esempio un apparecchio per RX, un trapano o altra strumentazione al seguito del professionista purchè conforme alla normativa C.E.

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86. Una nota ditta di rivendita di apparecchi acustici mi chiede in quanto tecnico incaricato se e' possibile avere l'otorino all'interno dell'attività commerciale il quale svolge il suo lavoro saltuariamente e su appuntamento come supporto all'attività commerciale.

In riscontro al quesito posto si esclude che l’attività medica possa essere svolta in una struttura commerciale priva di ambulatorio specificamente autorizzato dall’Amministrazione competente.

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87. Sono stato convocato come testimone in una causa penale riguardante un Paziente visitato in regime di libera professione presso studio privato. La convocazione mi è giunta dall’Avvocato Difensore della parte offesa, dove il mio Paziente risulta parte in causa. Vorrei sapere se sono in obbligo di rispondere alla convocazione o se essa debba giungere direttamente dal Tribunale. Qualora dovessi testimoniare, posso contattare l’Avvocato Difensore che mi ha convocato per conoscere in via preliminare l’oggetto dell’imputazione a carico del mio Paziente? E infine vorrei sapere quale condotta mantenere in relazione all’obbligo di segreto professionale.

In riscontro al quesito posto si comunica che la citazione a testimone è un atto autorizzato dal Tribunale che ne delega la notifica al difensore.
Il testimone è tenuto a presentarsi al Tribunale per rendere testimonianza e può interpellare il difensore sull’oggetto della sua testimonianza in modo da poter valutare se l’argomento coinvolga il vincolo del segreto professionale che potrà essere opposto a giustificazione del rifiuto a rispondere alle domande.

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88. Sono un Medico specializzato in Chirurgia Maxillo-Facciale iscritto all'Ordine dal 2008 e attualmente svolgo la professione privatamente con Partita IVA. Ho intenzione di costituire una Società con un socio non medico che gestirà tutti gli aspetti organizzativi e amministrativi mentre io erogherò le prestazioni sanitarie. Vorrei sapere se questo intendimento in generale viola il C.D.M., e in particolare: - se ci sono limitazioni al tipo di società costituibile, ovvero se è vietato al Medico essere socio di una Società di persone; - se il rispetto del vincolo del rapporto esclusivo tra medico e paziente va inteso in senso stretto come "prestazione" o in senso più ampio come "fatturazione", impedendo di fatto alla Società di fatturare al paziente la prestazione da me eseguita.

In riscontro al quesito posto si rinvia alla lettura delle risposte pubblicate sul sito su analoghi quesiti.
La recente normativa di cui alla legge n. 183 del 12/11/2011 – D.M. n.34 dell’8/2/2013 consente la costituzione di società tra professionisti, nelle quali può essere socio di capitali anche personale non medico.
La legge prescrive che le prestazioni professionali debbano essere rese solo da personale abilitato, mentre la parcella della prestazione è emessa dalla società.

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89. Io, medico chirurgo, iscritto ad un regolare Albo dei Medici, alla luce di risultati clinici ottimali e analoghi ottenuti da altri colleghi all'estero, decido di voler trattare alcune patologie, in particolare malattie autoimmuni, con alte dosi di Vitamina D (da 20000 a 180000 UI), in associazione alle terapie convenzionali e/o da sola; allo stato dell’arte, a cosa vado incontro?
Ci sono numerosi studi che dimostrano i benefici della vitamina D ma in Italia non vengono considerati.

In riscontro al quesito posto si evidenzia che esso trova risposta nell’art. 13 del Codice di Deontologia Medica che regola la libertà terapeutica del medico, il quale in scienza e coscienza è autonomo nella scelta e nella applicazione dei presidi terapeutici disponibili.
La sua libertà terapeutica dovrà essere conforme alle indicazioni cliniche contenute nell’autorizzazione alla messa in commercio dei presidi e impegna direttamente la sua responsabilità nei confronti del paziente.

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90. Mia madre è proprietaria di un appartamento da poco ristrutturato nel quale si vorrebbero creare studi arredati da affittare a medici e/o figure sanitarie quali fisioterapisti o masso-fisioterapisti.
Ogni studio verrebbe affittato, nella nostra ipotesi, per singoli o più giorni alla settimana o anche solo a frazioni di giornata, a seconda della necessità del professionista, effettuando regolare registrazione del contratto di affitto all'agenzia delle entrate. Nella nostra ipotesi ogni professionista svolgerebbe autonoma attività, non sarebbe in alcun modo interconnesso con gli altri affittuari degli studi e fatturerebbe l'onorario in forma individuale. All'ingresso del palazzo ciascun professionista sarebbe fornito di targhetta con nome e cognome, specialità e numero per eventuale appuntamento.
Chiedo quindi chiarimenti in merito a:
1. Necessita tale ipotesi di autorizzazioni di sorta o si può intendere come normale contratto di locazione che interviene tra privati senza quindi ricadere nella normativa del poliambulatorio?
2. Il canone d'affitto del locale può essere previsto come una percentuale di visite effettuate (e quindi di uso dello stesso) o in percentuale all'onorario o deve obbligatoriamente essere fisso?
3. Nel caso si volesse fornire un servizio di pulizia e segreteria è possibile prevederlo come ulteriore contratto tra la proprietà e i locatari?
4. Eventuali apparecchi elettromedicali potrebbero venire noleggiati ai medici dalla proprietà sempre con autonomo contratto di noleggio?
5. L'appartamento dovrebbe essere privo di barriere architettoniche?
6. La coesistenza di medici e figure sanitarie (fisioterapisti/masso-fisioterapisti) è compatibile?

In riscontro al quesito posto si comunica che la fattispecie da lei delineata configura la costituzione di un poliambulatorio gestito da una società di servizi e come tale necessita di preventiva autorizzazione della competente ASL.
Non risulta comunque deontologicamente corretto commisurare il corrispettivo del servizio in misura percentuale all’onorario corrisposto dal paziente.

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91. Vorrei, cortesemente, sapere se un medico di medicina generale può essere titolare e/o legale rappresentante di un poliambulatorio medico specialistico.

In riscontro al quesito posto si comunica che la assunzione di titolarità e/o di cariche in un poliambulatorio medico da parte del Medico di Medicina Generale determina problemi di incompatibilità che trovano risposta nell’art. 17 del vigente C.C.N.L.
Nell’intento di evitare di incorrere in sanzioni, Le suggeriamo di richiedere alla ASL di Sua operatività la preventiva autorizzazione alla funzione.

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92. Sono un medico dipendente ospedaliero in regime di libero professionale extra moenia.
Mi è stato offerto il ruolo di vice direttore sanitario presso un poliambulatorio specialistico privato gestito da una società di terzi, tale ruolo non prevede nessuno specifico compenso, nè un vincolo di presenza presso la struttura, ma solo le funzioni di supplenza in caso di indisponibilità del Direttore Sanitario.
E' possibile per il sottoscritto svolgere tale funzione?

In riscontro al quesito posto si evidenzia che l’attività libero professionale intramuraria è condizionata al rispetto dell’autorizzazione della Direzione Aziendale che costituisce il limite oggettivo per il dipendente.
Inoltre, l’autorizzazione può essere rilasciata solo con riferimento al settore di operatività, con la conseguenza che lo svolgimento di funzioni di direzione sanitaria può essere consentita in libera professione solo se la sua attività di dipendenza risulta compresa in tale novero di attività.

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93. Sono dipendente a tempo indeterminato e seppur autorizzata dall'ufficio libera professione ad ottobre 2013, i pagamenti derivati da prestazioni intramoenia già svolte tra ottobre 2013 e febbraio 2014 non mi vengono corrisposti poichè fino al 20/02/2014 ero in orario ridotto per l'allattamento. Il problema è sorto per la lentezza nella macchina burocratica e dalla mancanza di un controllo da parte dell'amministrazione e dall'ignoranza da parte mia del regolamento dell'attività intra moenia che la vieta nel caso di part-time. A questo punto, cos'è possibile fare? Si può arrivare ad una compensazione?

In riscontro al quesito posto si evidenzia che, pur a fronte dell’inescusabilità dell’ignoranza della disposizione regolamentare, la fattispecie denunciata configura un ipotesi di ingiustificato arricchimento in danno del lavoratore.
Più problematico esprimere una valutazione di concretezza in mancanza di documentazione.

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94. Desidererei avere delucidazioni riguardo il seguente quesito: Un imprenditore sta aprendo un centro odontoiatrico nella provincia di Torino. La struttura è terminata e funzionante ma mancano ancora alcune autorizzazioni per poter aprire. Io vorrei, come libero professionista e in modo completamente svincolato dall'attività del centro, affittare per alcune mezze giornate una delle unità operative per svolgere la mia attività di odontoiatra. Sono anche io subordinato a tali autorizzazioni o posso cominciare a lavorare?

In riscontro al quesito posto si evidenzia che qualora la Sua attività sia totalmente svincolata da quella del centro e sia svolta in locali dotati di autonomo ingresso, non utilizzi apparecchiature detenute da terzi e non usufruisca di alcuno dei servizi del centro si configura come “studio” che non necessita di preventiva autorizzazione.

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95. Una società immobiliare compera un locale costituito da 8 camere e servizi. Al momento che la stessa società affitta i locali, come studi attrezzati, a dei singoli professionisti (alcuni liberi professionisti, altri convenzionati in intra ed extra moenia) ha l'obbligo di richiedere l'autorizzazione ai sensi del D.C.R. 616/00 tenuto conto che i Colleghi utilizzano solamente la segreteria per la raccolta degli appuntamenti e per la fatturazione (eseguita su parcellario di ogni singolo medico)?

In riscontro al quesito posto si ritiene che lo svolgimento della propria attività in una struttura sanitaria gestita da terzi ovvero riconducibile all’ambito degli “ambulatori” necessiti di preventiva autorizzazione, a prescindere dalla natura del servizio dalla stessa erogato.

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96. Spett.le Ordine dei Medici, quale direttore sanitario dello Studio Medico Gran Madre avrei bisogno di sapere se il tecnico di radiologia, come figura professionale, può eseguire ecocardiogrammi, ecocolordoppler dei vasi del collo e utilizzare le onde d’urto.

In riscontro al quesito posto si esclude che il tecnico di radiologia sia legittimato ad atti diversi da quelli propri della sua professione, costituita dall’assistenza ed uso di apparecchiature radiologiche, T.A.C. e risonanza magnetica.

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97. Scrivo per chiedervi se ritenete normale che lo studio di odontoiatri a cui mi sono affidata (pagando l’intero prezzo anticipatamente) abbia trasferito la propria sede in un altro comune (precisamente dal centro di Torino a Pianezza), senza informarmi preventivamente ed obbligandomi a proseguire la cura in un luogo, a condizioni e orari che personalmente non mi avrebbero mai fatto scegliere di cominciare il trattamento (in particolare mi trovo costretta a chiedere dei permessi di lavoro e sono senza macchina). Ritenete inoltre sia normale che a seguirmi sia uno specializzando del secondo anno, mentre inizialmente ero seguita, e mi era stato detto che mi avrebbe seguito, uno Specialista in Ortognatodonzia?
Si tratta di un modo da voi ritenuto professionale?Che tipi di provvedimento sono previsti? Sono in qualche modo tutelata?


In riscontro al quesito posto si comunica che i rilievi da Lei svolti ottengono ai profili contrattuali del suo rapporto di cura, estranei alle competenze dell’Ordine.
L’iscritto all’Albo è infatti legittimato a qualunque tipo di prestazione ed è altrettanto libero di aprire il proprio studio dove ritenga.
La tutela per il paziente è indicata nell’art. 2237 c.c. il quale prevede la facoltà di recesso dal rapporto senza necessità di giustificazione.

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98. Desideravo sapere se una specializzanda in medicina quindi internata in una struttura pubblica, può a titolo gratuito,fuori dai normali orari di lavoro, svolgere attività di "osservatrice" in una struttura privata.

In riscontro al quesito posto si comunica che il medico in formazione specialistica ha come unica incompatibilità la preclusione allo svolgimento di attività lavorativa, salvo quella indicata dal D.lgs; 17.8.1999 n. 338.
Per il resto può organizzare il proprio tempo libero come meglio ritiene anche frequentando una struttura come osservatore.

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99. Mi rivolgo a voi perchè mi è stata fatta una proposta dal mio compagno, un imprenditore torinese.
Lui ha da tempo rilevato un B&B con annesso un centro estetico. Il problema è che, a meno che non decida di prendere un'estetista diplomata che faccia da titolare, il centro rimane chiuso... con una conseguente perdita economica. Le varie estetiste che sono state contattate hanno pretese economiche spropositate, quindi, visto che sono specialista in Otorinolaringoiatria ed ho seguito qualche corso di medicina estetica, aveva pensato di intestare a me la titolarità del centro.
E' possibile, quindi, per un medico essere titolare di un centro estetico a Torino?

In riferimento alla Sua richiesta di cui all’oggetto si comunica che il quesito posto trova risposta negativa.
L’attività di estetista è regolata in Piemonte dalla L.R. 9/12/1992 n. 54 che diversifica l’attività medica da quella artigianale dell’estetista.
Per poter essere titolari di Centro Estetico occorre essere in possesso dei requisiti indicati dall’art. 4.