QUESITI LEGALI
Se desiderate rivolgere dei quesiti legali potete inviarceli per posta normale o preferibilmente via email al seguente indirizzo: presidenza@omceo.to.it

Vi daremo risposta con lo stesso mezzo da voi utilizzato e, se riterremo che l'argomento possa essere di interesse comune, lo pubblicheremo in forma anonima e sarà consultabile qui sotto nella sezione “DOMANDE AL LEGALE”.


DOMANDE AL LEGALE

1.Compatibilità dell'attività medica con quella commerciale di un centro estetico

L' attività medica non è compatibile con l'attività commerciale, in cui va annoverata l'attività di un centro estetico.

Detta attività è infatti regolata da specifica normativa di settore che non  consente di confonderla con la professione medica; ne può essere confuso  un "centro estetico" con un "ambulatorio'' stante la diversa tipologia di autorizzazioni necessarie per la relativa apertura.

La erogazione di prestazioni mediche in un centro di estetica deve quindi ritenersi incompatibile salvo per le prestazioni di urgenza ed emergenza. 

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2.Possibilità di esercizio della professione medica durante la frequenza di scuola di specializzazione

Il quesito concernente la possibilità di esercizio della professione medica durante la frequenza di scuola di specializzazione trova regolamentazione nel D.lgvo 17/8/1999 n.368.

L’art.40 dispone infatti che “per la durata della formazione a tempo pieno al medico è inibito l’esercizio di attività  libero professionale all’esterno delle strutture assistenziali in cui si effettua la formazione ed ogni rapporto convenzionale o precario con il Servizio Sanitario Nazionale o Enti e Istituzioni pubbliche e private”.

La recente legge finanziaria per il 2001 ha tuttavia temperato tale divieto, prevedendo l’art.19 la possibilità per il medico specializzando di svolgere attività di natura occasionale o precaria, avendo l’art.19 comma 11 disposto “i laureati in medicina e chirurgia abilitati, anche durante la loro iscrizione ai corsi di specializzazione o ai corsi di formazione specifica in medicina generale, possono sostituire a tempo determinato medici di medicina generale convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale ed essere iscritti negli elenchi della guardia medica notturna e festiva e della guardia medica turistica ma occupati solo in caso di carente disponibilità di medici già iscritti negli elenchi della guardia medica notturna e festiva e della guardia medica turistica”.

Entro questi limiti è dunque consentito allo specializzando svolgere attività professionale retribuita.

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3. Relazione fra la sede dell'attività abituale e dell'Ordine di appartenenza

L’iscrizione all’Albo è  regolata dalla legge professionale D.L.C.P.S. 13/9/46 n° 233 e dal  D.P.R.  221/50.
La normativa vigente prevede che il medico possa iscriversi all’Albo della sede di sua residenza o alternativamente a quello del luogo di prevalente esercizio professionale secondo l’integrazione disposta con l’art. 9 della Legge 362 del 1991.
La sede di operatività è dunque individuata come alternativa, non vincolante.

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4. Esiste una normativa e/o autorizzazioni per l'apertura di uno studio medico totalmente privato senza interessi chirurgici?

Si evidenzia che l’apertura di uno studio professionale medico non è subordinata ad alcuna preventiva autorizzazione amministrativa, previsto solo ed esclusivamente per l’apertura di ambulatori sanitari secondo la previsione dell’art. 193  T.U.L.S.
Lo studio medico tradizionalmente inteso, in cui l’opera intellettuale prevale su organizzazione e attrezzatura, è infatti svincolato da adempimenti particolari, non esistendo normativa specifica che regoli la materia.
Per predisporre una struttura che possa essere accreditata si rinvia  alla D.G.R. 22/2/2000 n. 616-3149, pubblicata sul BUR del 30/3/2000 supplemento 13 disponibile presso la nostra segreteria.

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5. Sono un cardiologo ospedaliero assunto a tempo indeterminato in un ospedale della città di Torino.
E' possibile ottenere la mobilità tra un ospedale pubblico e un istituto IRCCS di diritto privato mantenendo quindi l'anzianità acquisita e i diritti di eventuale futura mobilità verso altri istituti pubblici, come mi pare di intuire dalle leggi del 1999 che assimilano gli IRCCS a strutture pubbliche per quanto riguarda la mobilità dei dipendenti dirigenti medici?


Gli IRCCS di diritto pubblico, dopo il recente riordino collegato con quello più ampio del SSN, vedono modulare il rapporto di lavoro del loro personale dipendente sulle disposizioni di cui al Dlgs 29/93 e del Dlgs 502/92.
La mobilità del personale dovrebbe quindi essere garantita paritariamente con quella dei dirigenti operanti nel comparto dall ' art.20 del vigente CCNL della sanità.

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6. Sono un medico specialista, esercito nel mio studio privato ed ho intenzione di utilizzare il computer per la gestione delle cartelle cliniche al solo scopo di diagnosi e cura. Desidero conoscere le norme che regolano la tenuta di un archivio informatico. (messaggio firmato)

La tenuta di un archivio informatico è regolato dalla legge 675/96 che ha abrogato la previgente disciplina di cui alla legge 241/90.

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7. Desidero ricevere informazioni riguardanti i seguenti argomenti:

Per l'apertura di un poliambulatorio

1.    Qual'è l'ente preposto per le autorizzazioni
2.    Dove è possibile trovare le relative normative e leggi riguardanti i locali adibiti per questo uso.

Per l'apertura di un centro servizi (ad uso medico)

adibiti per questo uso.
3.  Ci vuole l'autorizzazione dell'ASL?
4.  Deve esserci un medico responsabile?
5.  Se non è necessario un responsabile medico, che tipo di responsabilità ha il titolare del "centro servizi"sulle attività che vengono svolte all'interno? (messaggio firmato)


In riscontro ai quesiti postici si comunica quanto segue:


l’apertura di poliambulatori  sanitari è regolata dall’art. 193 e 194 del T.U.L.S che demanda alla Autorità amministrativa (Sindaco) il rilascio delle relative autorizzazione di legge.

Nessuna autorizzazione è invece rilasciata dall’ASL che viene invece coinvolta direttamente dall’Autorità amministrativa nel procedimento.

La normativa che regola la materia oltre al richiamato T.U.L.S. è costituita dalla D.G.R. 616 del 30/3/2000 della Regione Piemonte.

La gestione dell’attività ambulatoriale è subordinata alla nomina di un Direttore Sanitario il quale assume le responsabilità gestionali della struttura.

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8. Vorrei sapere se un decreto penale di condanna impedisce l'accesso a pubblici concorsi (e nel caso per quanto tempo)considerato che in fase di domanda di ammissione occorre specificare se si hanno carichi pendenti o se si sono riportate condanne penali?
Eventualmente, si può ovviare ricorrendo alla procedura del patteggiamento, posto che con questo non si ha l'accertamento del fatto e quindi non ci si trova davanti ad una condanna vera e propria? (messaggio firmato)

In riscontro al quesito postoci Le si comunica che la condanna per decreto penale non è in sé significativa per l’esclusione dai pubblici concorsi.

La preclusione all’accesso all’impiego pubblico cui i concorsi sono preordinati non è infatti ricollegata alla tipologia della condanna (per decreto o per sentenza), bensì al titolo di reato per il quale è stata riportata la condanna.
La materia deve quindi essere verificata con riferimento ai singoli ordinamenti delle amministrazioni pubbliche, avendo tuttavia presente l’originario disposto dell’art.85 del T.U. impiegati dello Stato che può consentire di individuare quali siano gli illeciti ostativi all’assunzione di impiego pubblico.
Le si evidenzia inoltre che il ricorso alla procedura di “patteggiamento” non è affatto soluzione al problema in considerazione del fatto che con legge 1 marzo 2001 è stato reintrodotto il principio di vincolatività della sentenza di patteggiamento che, di conseguenza, assume identica e peggiore valenza della condanna per decreto.

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9. Sono laureato in Medicina e Chirurgia, svolgo dal 93 attività come dirigente in reparto di Medicina Generale c/o l' Ospedale di Ivrea, non sono in possesso di titoli di specializzazione. Vorrei sapere se il periodo lavorativo svolto, mi da diritto ad un titolo equivalente alla specialità in Medicina Interna. Ciò al fine di partecipare a congressi/concorsi. (messaggio firmato)

In riscontro al quesito con cui è stato chiesto se l'attività di servizio possa essere considerata sostitutiva del titolo di specializzazione al fine della partecipazione a pubblici concorsi per la copertura di posti nelle Aziende Ospedaliere e nelle Aziende Sanitarie, La si rinvia al D.P.R 10/12/1997 n.483. L'art. 56 del Decreto citato prevede che il personale di ruolo del S.S.N. alla data di entrata in vigore del Decreto stesso (gennaio 1998) sia esonerato dal requisito della specializzazione nella disciplina per la partecipazione ai concorsi presso le ASL e le ASO. La Sua anzianità di ruolo presso la divisione di medicina interna dell'Ospedale di Ivrea è dunque titolo idoneo per la partecipazione a pubblici concorsi in ambito sanitario senza necessità del diploma di specializzazione. La stessa inoltre Le consente sulla scorta dell'art. 1 della legge 5/2/1992 n.175 di far menzione sulla sua carta intestata della particolare disciplina esercitata,previo deposito presso la segreteria dell'Ordine del certificato che attesti l'anzianità di servizio e l'esercizio nella disciplina per un periodo pari alla durata del relativo corso di specializzazione.

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10. Onde consentire gli adempimenti dello scrivente ufficio concernenti il riconoscimento di persone giuridiche, si prega di far conoscere se esistano corsi di laurea riconosciuti in Italia o in altri Stati in chiropratica,  osteopatia, naturopatia e fisiochinesiterapia e in che senso dette discipline si possano definire medicine complementari. (messaggio firmato)

La presente in riscontro alla richiesta di cui all'oggetto in merito alla quale si comunica che nell'ordinamento universitario italiano non consta esistano corsi di laurea legalmente istituiti in "chiropratica",  "osteopatia", "naturopatia". Quanto alla professione di "fisiochinesiterapia", si evidenzia che con D.M. 149/9/1994 n.741 è stata individuata la figura del "fisioterapista", le cui competenze concernono gli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione nelle aree della motricità, cui si accede mediamente con diploma universitario abilitante (laurea breve). in ambito comunitario poi la "chiropratica", che viene considerata medicina complementare, è oggetto di specifico diploma di laurea istituito per primo nel 1994 in Danimarca e successivamente in altri Paesi comunitari. Detti diplomi non trovano attualmente riconoscimento sul territorio italiano, dove tuttavia il Consiglio di stato ha riconosciuto la liceità dell'esercizio di questa pratica senza definire però chi è autorizzato a svolgerla. Quanto da ultimo all'"osteopatia" e alla "naturopatia" risultano entrambe attività praticate nei Paesi comunitari pur se con regolamentazioni differenziate, essendo in alcuni Stati riservate ai soli titolari di diploma di laurea in medicina che consentono di ritenerle pratiche o discipline complementari.

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11. Dalla consultazione dell'Albo dei medici, tenuto dal vostro Ordine, si rileva che alcuni nominativi recano l'indicazione "Iscritto all'albo degli psicoterapeuti".

Domando:

1.  In base a quale legge dello Stato è tenuto tale Albo e in base a quali requisiti, verificabili, vengono iscritti tali nominativi,
2.  Dove si può consultare tale Albo. (messaggio firmato)


In riscontro al quesito postoci si comunica che l'attività di "psicoterapia" è regolata dalla legge 18/2/1989 n.56 D.M. 12/10/1992. Il requisito fondamentale è costituito da adeguata formazione ed addestramento in "psicoterapia" acquisita post laurea presso istituti all'uopo abilitati dallo Stato. L'elenco dei medici chirurghi abilitati all'esercizio della psicoterapia è consultabile presso gli sportelli di segreteria dell'Ordine scrivente in Torino - C.so Francia, 8.

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12. Sono una specializzanda (scuola di Ematologia). Essendo la scuola di specialità una formazione della durata minima di 4 anni nell'area specifica dell'esercizio della professione è necessario che noi specializzandi partecipiamo ai corsi di formazione per la raccolta dei crediti. Chi come me terminerà la specialità fra 4 anni avrà a disposizione un solo anno per accumulare 150 crediti. (messaggio firmato)

In riscontro al quesito postoci relativo alla posizione dei medici specializzandi riguardo all'ECM si comunica essere prevista dalla vigente normativa una specifica esenzione. Il medico iscritto a corsi universitari di specializzazione post laurea è infatti esentato dall'obbligo di acquisire crediti formativi dalla circolare 5/3/2002 DIRP 3/AG/448.

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13. Io sottoscritto, laureato in medicina chirurgia il 5/10/2001 all'Università degli studi di Torino richiedo se la mia qualifica è riconosciuta idonea per lo svolgimento di terapia di riabilitazione. (messaggio firmato)

In riscontro al quesito postoci si evidenzia che la laurea in medicina è titolo idoneo per qualsiasi atto della professione medica, tra i quali rientrano anche quelli inerenti la riabilitazione. Deve, tuttavia esserle significato che tale abilitazione deve ritenersi circoscritta ai soli atti dell'attività professionale dei terapisti della riabilitazione, né può essere confusa con lo svolgimento di prestazioni in via esclusiva inerente il settore della fisiatria. Maggiori chiarimenti potranno esserle forniti a fronte di una concretizzazione esemplificativa della situazione che le interessa.

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14. Il sottoscritto appartenente  a questo ordine dal 1980, avendo l'intenzione di aprire un nuovo Studio Medico Specialistico Dermatologico privato chiede di essere informato sugli obblighi da ottemperare a norma di legge. (messaggio firmato)

La presente in riscontro al quesito postoci in merito al quale deve premettersi ce la materia è oggetto di recente evoluzione che ne determina profili di opinabilità. L'apertura di studi medici tradizionalmente intesi, ove l'attività professionale prevalga sull'organizzazione tecnico-strumentale, deve ritenersi svincolata da ogni adempimento di carattere amministrativo. Sulla  materia è però recentemente intervenuta la D.C.R. 22/2/2000 n.616-3149 che ha parzialmente previsto nuovi regimi autorizzati anche per  quegli studi medici che, collocandosi operativamente nel contesto più generale  dell'interesse pubblico della salute, sono ritenuti strutture che devono essere preventivamente autorizzate. La nuova disciplina regionale non ha ancora trovato piena applicazione sicché deve ritenersi che nella presente fase l'apertura di uno, studio tradizionalmente inteso possa continuare ad essere ritenuta svincolata da preventiva autorizzazione- amministrativa che sarà invece ineludibile qualora la struttura sia utilizzata per attività chirurgiche o per l'esecuzione di terapie o indagini strumentali.

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15. Invio la presente a scopo informativo, riguardo a un procedimento penale a mio carico, per un evento verificatosi nel 1995. Tale procedimento si è concluso nel 2001 con un verdetto di assoluzione"perché il fatto non sussiste". In base al contratto nazionale di lavoro allora in vigore che fa riferimento per tali questioni al CCNL in vigore negli anni 1984-85 e in base a quelle che sono le garanzie assicurative della polizza INA della mia ASL relativa a quel periodo,ho diritto oppure no alle spese legali da me sostenute? (messaggio firmato)

In riscontro al quesito postoci, concernente il diritto o meno alla copertura delle spese di assistenza legale relative a giudizi conseguenti attività di servizio, si fa rinvio all'art. 41 del D.P.R. 270/87. La norma richiamata, facente parte del CCNL del personale dipendente del Servizio Sanitario Nazionale triennio 1985/1987, ha previsto che l'ente nella tutela dei propri diritti ed interessi, ove si verifichi apertura di un procedimento penale o civile a carico di un proprio dipendente, e non sussista conflitto di giudizio, facendo assistere il dipendente da un legale. La disposizione ha trovato applicazione estensiva, ritenendo che l'assistenza legale, possa essere sostituita con la rifusione degli onorari anticipati dal dipendente. Sul discorso vi è però contrasto di giurisprudenza in quanto, secondo alcuni Tribunali, la rifusione dell'onorario sarebbe possibile solo se il dipendente abbia chiesto l'assistenza e gli sia stata rifiutata ovvero gli sia stato consentito l'accesso ad un suo legale di fiducia.

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16. E’ pervenuta a questa direzione la richiesta di ospitare un corso formativo all’utilizzo di una sutura percutanea riassorbibile per chirurgia estetica.
Il suddetto corso prevede delle dimostrazioni pratiche con la partecipazione attiva di un medico russo.
Chiedo pertanto a codesto Ordine se è possibile autorizzare la presenza attiva di questo medico e quale eventualmente sia la prassi da seguire.
Un Direttore Sanitario


In riscontro al quesito postoci si comunica che il professionista straniero per poter svolgere atti della professione nel territorio dello stato italiano deve essere preventivamente autorizzato dal Ministero della Salute.
La invitiamo per tanto a rivolgere domanda autorizzativa a detto Ministero in Roma – Via Giorgio Ribotta 5.

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17. Sono un dipendente titolare di contratto a tempo determinato presso fondazione con compiti di dirigente medico specialista in neurologia. Ovviamente viene richiesta l esclusività. Sono stato contattato da ente proprietario di struttura residenziale per disabili psichici al fine di effettuare le valutazioni neurologiche, non risultando come consulente negli elenchi del personale . Dovrei ovviamente fatturare all’Ente. Si entra in conflitto? Vi ringrazio sin d’ora per la gentilezza e la disponibilità mostrata in ogni dettaglio del nostro contatto.

In riscontro al quesito posto si comunica che il regime di esclusività di rapporto con una fondazione che mutua la disciplina normativa del S.S.N., non è ostativa all’esercizio della libera professione che, tuttavia, può essere svolta solo in ambito intra murario.
Se la struttura non ne rende possibile l’espletamento intra moenia, nulla preclude all’Azienda di concedere autorizzazione a svolgerle in una situazione di intra moenia allargata, sempre che non sussistano incompatibilità istituzionali della RSA non essendoci stata specificata la natura di questa struttura e la posizione dei relativi ospiti.

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18. Con la legge 183/2011 è stata introdotta la possibilità di istituire le società tra professionisti ( C.D. STP ). Con la pubblicazione del decreto del ministero della giustizia N. 34/ 2013  è stata completata la disciplina delle stp. Volevo sapere se è possibile costituire una società in accomandita semplice in cui il professionista medico è l'accomandatario che esercita la professione di medico odontoiatra con il 70% del capitale ed un accomandante con apporto di capitale del 30%. Visto che l'ordine dovrà deliberare sull'iscrizione nella speciale sezione e dovrà controllare se la società ha le caratteristiche richieste dal regolamento.
In riscontro al quesito postoci si comunica che l’iscrizione delle società nel relativo Albo di quest’Ordine è effettuata in forza di potere ricognitivo, e non anche costitutivo, riconosciuto dalla legge.
L’atto costitutivo della società è dunque titolo per ottenere l’iscrizione, ferma rimanendo la competenza del notaio rogante al controllo di legittimità dei soggetti che compongono la società.

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19. Sono uno psicologo che vorrebbe chiedere una stanza in affitto presso un centro odontoiatrico, ma mi hanno detto che non possono.
Vorrei sapere se può esercitare uno psicologo all'interno di un centro odontoiatrico, in caso negativo da dove si evince questo divieto?

In riscontro al quesito postoci si comunica che nulla preclude ad uno psicologo di poter esercitare presso un “centro odontoiatrico”, purchè specificamente autorizzato ex art. 193 T.U.L.S. come struttura poliambulatoriale.
L’autorizzazione dovrà ovviamente essere riferita anche alle prestazioni della professione di psicologo.

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20. Sono una cardiologa assunta a tempo indeterminato presso una struttura riabilitativa pubblica (contratto ospedaliero pubblico impiego) con contratto dirigenziale come cardiologa (concorso pubblico del 28.07.2007). Gentilmente vorrei un’informazione; come penso capiti ormai in molti ospedali siamo sotto organico, così hanno deciso di rivoluzionare l'organico e spostarmi in un reparto "di tipo geriatrico-ortopedico”. La mia domanda è avendo io un contratto come cardiologa possono spostarmi senza il mio consenso in un reparto non cardiologico e dunque svolgere mansioni non più come specialista cardiologa?

In riscontro al quesito postoci si comunica che il medico pubblico dipendente vanta diritto esclusivamente alle mansioni, ma non anche al posto.
La situazione di insufficienza organica può dunque legittimare la sua assegnazione ad una altra struttura aziendale, purchè nel rispetto della professionalità per la quale è stata assunta.

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21. Un medico legale dipendente ASL esclusivo, per svolgere la funzione di CTU deve avere la partita IVA? può svolgere l'attività con carattere di occasionalità? ad oggi svolge parecchi incarichi nell'arco dell'anno per le procure ed i tribunali. Come comportarsi? avendo letto attentamente la sentenza n.332./2012 corte dei conti vuole chiudere la partita IVA di cui e' in possesso.

In riscontro al quesito postoci Le si evidenzia che un dirigente medico con rapporto esclusivo con l’Azienda di dipendenza può svolgere attività libero professionale solo in regime intra moenia.
Tale modalità operativa preclude il possesso di partita IVA, in quanto le prestazioni sono parcellare su bollettario dell’Azienda.
In ogni caso il possesso di partita IVA è incompatibile con il rapporto di impiego in ragione del fatto che essa è presunzione di un’attività non occasionale, preclusa al pubblico dipendente.

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22. Scrivo da parte della segreteria della Sisport Fiat, società sportiva affiliata al CONI. Le ultime delibere del decreto Balduzzi e del decreto “del fare” ci obbligano ad accettare per le nostre attività sportive solamente i certificati medici di idoneità all’attività sportiva non agonistica, che devono riportare Luogo, data, timbro e firma del medico certificatore.
Purtroppo ci arrivano certificati redatti su computer (non carta intestata stampata) e senza il timbro.
Quali sono le caratteristiche di validità di un certificato? Ci sono dei limiti?


In riscontro al quesito posto si significa che gli elementi prescritti dalla legge sulle modalità di confezionamento dei certificati di idoneità pratica sportiva non agonistica trovano la loro ratio nell’esigenza di rendere individuabile il medico certificatore, il luogo e la data di emissione.
Non sono quindi le vesti formali che determinano validità del certificato che conserva tutta la sua validità anche se privo di timbro o redatto mediante computer, purchè esso contenga le specificazioni sopra indicate.

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23. Sono un medico specialista in chirurgia generale e sto aprendo un centro poliambulatoriale. Posso essere io il Direttore Sanitario oppure la carica è incompatibile come accade per le case di cura?
Grazie

In riscontro al quesito posto si comunica che la materia è regolata dalla D.G.R. 616/2000 alla quale si rinvia.
Per quanto a conoscenza non sussistono incompatibilità tra la posizione di Direttore Sanitario di un poliambulatorio e quella di proprietario della struttura.

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24. Un medico iscritto regolarmente al proprio ordine e presso lo stesso, alla lista speciale dei medici psicoterapeuti che possibilità ha, con questi titoli, di accedere a concorsi pubblici? I concorsi per medici psichiatri richiedono la specializzazione in PSICHIATRIA, i concorsi per psicoterapeuti sono riservati agli PSICOLOGI, eppure per legge anche i medici possono specializzarsi in psicoterapia.

In riscontro al quesito posto si comunica che la valenza dei titoli di studio e dei titoli professionali ai fini della partecipazione ai concorsi pubblici per l’accesso al S.S.N. è regolata dal D.M. 30/1/1998 al quale si rinvia.
Il titolo di psicoterapeuta ha un equipollenza estremamente limitata che limita l’accesso al lavoro pubblico.

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25. Salve, volevo chiedere se l'essere querelato da parte di un pubblico ufficiale ( vigile urbano nello specifico) appunto per offesa a pubblico ufficiale può essere motivo di non ammissione a sostenere un test per l'iscrizione alle scuole specialistiche ( es. ortopedia) di medicina e chirurgia.

In riscontro al quesito posto si comunica che la annotazione di carico pendente non è ostativa all’ammissione alla prova selettiva per l’accesso alle scuole di specializzazione medica.

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26. Sono una cardiologa ospedaliera, in corso di separazione diventando molto probabilmente unico genitore affidatario di 3 figli di 17, 16 e 10 anni. Mi risulta che l'unico genitore affidatario di un minore di 12 anni possa scegliere di non svolgere lavoro notturno.

In riscontro al quesito posto si conferma che la vigente normativa sulla tutela della maternità depone nel senso da Lei indicato.
Si rinvia per maggior approfondimento all’art. 17 della Legge 5/2/1999 n. 25 e all’art. 53 del D.lgs 26/3/2001 n. 151 e art.II D.lgs 8/4/2003 n. 66.

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27. Vorrei sapere se e' giustificato l'avviso che il mio medico di famiglia ha affisso nello studio che recita:
“se un suo paziente decide di andare privatamente da uno specialista dovrà fare a pagamento eventuali esami prescritti dallo specialista e pagarsi le medicine anche se entrambe mutuabili”.

In riscontro al quesito posto si evidenzia che le prestazioni sanitarie a carico del S.S.N. sono un diritto del cittadino.
Esigenze di contenimento della spesa pubblica e di appropriatezza prescrittiva rimettono al curante di base la prescrizione di qualsiasi prestazione a carico del S.S.N., della quale egli risponde personalmente con la conseguenza di ritenere legittimo l’avviso oggetto di rilievi.
Se infatti il curante non condivide la prescrizione dello specialista privato e non intende assumere responsabilità per esami che non sono prescritti da lui può rifiutarne la ripetizione a carico del S.S.N..

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28. Desidero conoscere il Vostro parere in merito alla possibilità di svolgere attività medica in strutture commerciali a seguito dell'abrogazione della Legge 23 novembre 1939 n 1815 operata dalla L 12/11/2011 n 183 (e ancor prima dalla Legge Bersani 7 agosto 1997 n° 266) e quali sono i professionisti che possono collaborare nell'espletamento della loro professione esempio: estetista iscritta Albo Artigiani e medico che esercita medicina estetica iscritto Ordine dei Medici, odontotecnico e odontoiatra negli stessi locali (finora veniva richiesto di costituire un ambulatorio di cui il sanitario era direttore sanitario).


Spett.le FNOMCeO - Ufficio Legale - P.zza Cola di Rienzo 80/A - ROMA

Si trasmette, in allegato, il quesito pervenuto a quest’Ordine la cui risposta assume rilevanza sul territorio nazionale così da ritenere preferibile un pronunciamento di indirizzo di codesta Federazione.

Risposta disponibile cliccando qui

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29. Vorrei sapere se esiste una normativa di riferimento che regoli i rapporti tra uno studio convenzionato di un medico di base ed uno studio odontoiatrico i cui titolari siano ovviamente diversi e che nello stesso appartamento si trovino in spazi differenti. Nel caso concreto ci sarebbe uno studio di un medico di base aperto già da molti anni e nello stesso appartamento, in stanze diverse, un odontoiatra vorrebbe aprire uno studio. E' possibile o c'è qualche restrizione?
In riscontro al quesito posto si comunica che la normativa che regola la apertura degli studi dei medici di medicina generale è costituita dal CCNL per la medicina generale sottoscritto il 25/1/2005.
La utilizzazione dello studio del MMG per lo svolgimento di contestuale attività di altri professionisti è pienamente compatibile nei limiti dettati dalla preventiva autorizzazione da chiedere all’ASL competente.
La contemporanea presenza di più professionisti trasforma la natura dello studio in poliambulatorio.

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30. La presente per sapere se uno studio odontoiatrico associato tra due professionisti deve richiedere l'autorizzazione sanitaria all'ASL. La norma sotto riportata infatti a noi non pare molto chiara.
Francamente noi non l'abbiamo richiesta quando nel 2011 lo studio da monoprofessionale è diventato associato.

In riscontro al quesito posto si evidenzia che l’esercizio in forma associata della professione non risulta necessitare di autorizzazione sanitaria relativamente allo studio dove i professionisti esercitano la loro attività che non perde il carattere di attività individuale.

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31. Sono un medico di base vorrei sapere se è possibile per la mia attività professionale utilizzare uno studio di un collega (anche lui medico di base) in orari diversi.

In riscontro al quesito posto si rinvia alla lettura del CCNL per i medici di medicina generale, nel quale sono previste molteplici forme di gestione condivisa dello studio.
Si evidenzia inoltre che l’utilizzazione di uno stesso studio per due Medici di Medicina Generale è comunque subordinata alla preventiva autorizzazione dell’ASL territorialmente competente con cui è in atto il rapporto convenzionale.

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32. Per aprire uno studio medico dove si praticano semplici infiltrazioni articolare e elettroanalgesia tens una volta a settimana ed ecografia diagnostica senza dipendenti né personale, c’è bisogno di autorizzazioni comunali?

In riscontro al quesito posto si comunica che l’apertura di uno “studio medico” è subordinata a preventiva autorizzazione qualora la struttura sia spersonalizzata.
L’autorizzazione non è invece necessaria per il medico che vi eserciti personalmente senza attrezzature di particolare complessità.

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33. Sono un medico iscritto all'ordine dal 1979, sono stata dipendente ospedaliera a tempo pieno presso azienda ospedaliera città della salute e della scienza di Torino presidio OIRM SANTANNA fino al 12 luglio 2013.
Dal 13 luglio 2013 mi è stata riconosciuta pensione di inabilità (commissione medica ministero economia e finanze) che comporta inabilità permanente al servizio di istituto e a qualsiasi lavoro proficuo in modo assoluto,ai sensi dell'articolo 13, Legge 8 agosto 1991 n. 274.
Il quesito è: Posso sospendere anche i versamenti Enpam per pensione ordinaria, che dovrei ricevere a 65 anni, e per iscrizione all ' Ordine ?
Posso mantenere la sola iscrizione all' Ordine?


In riscontro al quesito posto si comunica che l’iscrizione all’Albo professionale implica necessariamente l’obbligo di iscrizione all’ENPAM fondo generale. Non è quindi possibile cessare la contribuzione e mantenere la iscrizione all’Albo.
Solo la cancellazione dall’Albo Le consentirà di cessare anche la contribuzione alla cassa di previdenza ENPAM

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34. Con la presente sono a richiedere informazioni su seguente quesito: può un medico di medicina di base , senza particolare specializzazione, effettuare una visita specialistica (ortopedica) con utilizzo di strumenti radiologici rilasciando anche regolare referto ed effettuando relativa medicazione (frattura dito)?
L'assicurazione non mi riconosce il rimborso in quanto sostiene che detta prestazione deve essere eseguita esclusivamente da medico specialista o MMG con specializzazione inerente.

In riscontro al quesito posto si esterna parere negativo. La radiologia è disciplinata riservata per legge allo specialista.
Il legislatore ha previsto con il D.M 21/2/97 che anche il medico privo di specializzazione in radiologia possa avvalersi dei RX quando questa prestazione diventi complementare all’attività esercitata (es. specialisti in odontoiatria, in ortopedia, in urologia etc).Questi medici non sono però legittimati a refertare la prestazione complementare che ha una finalità complementare interna.Fuori da questi limiti il medico non ha legittimazione a svolgere prestazioni per immagini che richiedono l’uso dei RX, come da decreto che si allega.

ALLEGATO QUESITO N. 1

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35. Di recente la mia ASL mi ha concesso il nulla osta alla mobilità volontaria riservandosi con un provvedimento successivo la data di decorrenza. Volevo sapere se tutto ciò é legittimo.. io mi posso avvalere dei tre mesi di preavviso?
In riscontro al quesito posto si comunica che l’aspettativa non può che avere decorrenza dalla data in cui è stata richiesta dal dipendente e, al più, da quella in cui il medico ne ha fruito.
In pendenza di aspettativa è legittimo per il dipendente di avvalersi del preavviso per la risoluzione del rapporto di lavoro.

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36. Sono un'imprenditore ed era mia intenzione investire in un'attività di centro estetico con sostegno medico. Per l'assunzione del personale chi è responsabile nei confronti del pubblico, loro nell'esercizio della loro funzione o io perché il titolare. Ho l'obbligo di verificare i titoli del persone che assumo?
In riscontro al quesito posto si comunica che l’attività di centro estetico esula dai compiti istituzionali dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri trattandosi di attività artigianale.
L’attività di “sostegno medico” è incompatibile con quella del Centro Estetico, se intesa come presenza continuativa nella struttura, a meno che il centro non sia dotato di autorizzazione ambulatoriale medica in questo caso la cui responsabilità è attribuita al direttore sanitario, figura obbligatoria per il rilascio della stessa autorizzazione.

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37. Sono laureata in medicina e chirurgia; a marzo del 2013 ho conseguito il titolo di psicoterapeuta c/o l' ISP di Roma, scuola riconosciuta dal MIUR. L'ordine dei medici dove sono regolarmente iscritta mi ha riconosciuto l'abilitazione a svolgere l'attività di psicoterapeuta ma non intende riconoscermi la specializzazione. In poche parole loro mi qualificano come medico psicoterapeuta e non come medico specialista in psicoterapia. Potete aiutarmi a capire quale e' la normativa che regola quanto sopra e se orienta in un senso o nell'altro?

In riscontro al quesito posto si comunica che possono fregiarsi del titolo di “specialità” i titolari di diploma rilasciato da scuola di specializzazione universitarie.
I titoli rilasciati da istituti privati, pur se equipollenti ai fini dell’iscrizione nell’elenco degli psicoterapeuti, non legittimano l’uso del titolo “specialista”.
Non essendo in possesso del suo titolo null’altro può essere aggiunto.

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38. Sono un medico ospedaliero, assunto a tempo indeterminato presso un 'azienda ospedaliera universitaria integrata. Ho una anzianità di servizio di 30 anni. Mi è stata offerta la possibilità di svolgere attività di direttore di un dipartimento medico c/o una struttura di ricovero privata accreditata con il SSN. Vorrei sapere se esiste la possibilità di fruire di aspettativa ai sensi dell'art. 18 della L. 183 del 2010, stipulando un rapporto di lavoro con contratto d'opera, atteso che la norma non precisa se per "privato" si debbano intendere solo strutture private pure o se siano ricomprese anche le strutture private accreditate? In alternativa è possibile percorrere l'ipotesi prevista dall'art. 23/bis del D.L. 165/2001 così come recepito dall'art. 10 del CCNL integrativo del 2004?
In riscontro al quesito posto si comunica che stante la dizione dell’art. 23 bis del Dlgs 165/2001 e del CCNL del 2004, ad avviso dell’Ordine scrivente, non dovrebbe assumere rilievo preclusivo all’aspettativa la natura del soggetto che ha offerto il contratto.
Tale convincimento discende dal fatto che consentendo la norma l’aspettativa per incarichi in altre ASL non si ravvisa conflittualità di natura concorrenziale per incarichi in strutture private convenzionate.

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39. Se sono in procinto di firmare un contratto a tempo indeterminato con un' azienda privata ma ho carichi pendenti. Il mio contratto potrebbe essere revocato? Come posso comportarmi per non mettere a rischio il contratto?

In riscontro al quesito postoci si comunica che la pendenza di un carico pendente non dovrebbe essere ostativa a poter essere assunti alle dipendenze di una P.A.
Si evidenzia tuttavia che la eventuale condanna per uno dei reati specificamente ostativi al lavoro presso le P.A. potrebbe determinare successivamente all’assunzione la decadenza dall’impiego.
Si suggerisce per Sua maggior sicurezza e tranquillità di consultare un legale, al quale meglio esporre la Sua situazione e il reato contestatoLe.

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40. Sono l'amministratore di un piccolo poliambulatorio. Ho già effettuato la richiesta di approvazione della domanda di fisioterapia di primo livello e di Fisiatria alla Regione , con conseguimento di parere favorevole. Congelato  l'autorizzazione inerente la fisioterapia di primo livello in attesa di ultimazione dei lavori di ampliamento e creazione di nuova sala palestra di min 60 mq come richiesto dalla norma.
Nell'attesa volevo sapere se  un laureato in fisioterapia o un massofisioterapista può svolgere all'interno del Poliambulatorio la sola attività di massaggio in qualità di Libero professionista iscritto all'albo dei fisioterapisti, affittando lo studio come avviene già per le altre specialità già presenti. Chiedo cortesemente di menzionare se esistente la legge di riferimento.

In riscontro al quesito posto si comunica che la materia è regolata dalla DGR 616/2000 che disciplina i limiti di funzionamento ed i requisiti delle strutture ambulatoriali.
Il fisioterapista è legittimato a svolgere prestazioni di massoterapia che di conseguenza, possono seguire il regime di qualunque altra attività libero professionale consentita all’interno dell’ambulatorio.

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41. Io medico chirurgo esercito da diversi anni la mia attività professionale in forma individuale. Avrei in progetto di effettuare un conferimento della mia ditta individuale in una costituenda s.r.l. unipersonale. Sono a conoscenza del fatto che per il Comune di Torino l’esercizio della professione in uno studio medico in forma individuale non comporta il rilascio di alcuna autorizzazione ASL e la domanda è: lo stesso vale per l’s.r.l. unipersonale, in cui io conferirei la mia attività, dal momento che sono sempre e solo io ad esercitare la professione, assumendo io stesso la figura di Amministratore unico e Direttore Sanitario?

In riscontro al quesito posto si significa che l’elemento al quale occorre aver riguardo per sapere se la costituenda società abbia o meno necessità di autorizzazione sanitaria per gestire una struttura odontoiatrica, non è tanto il numero dei soci, quanto la natura della società e il suo oggetto sociale.
La società che abbia come oggetto l’erogazione di “servizi”, in quanto soggetto commerciale, per poter erogare prestazioni sanitarie necessita di preventiva autorizzazione ex art. 197 TULS.

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42. Sono un tecnico di laboratorio biomedico dipendente di una ASL con contratto a tempo indeterminato da 11 anni. Recentemente ho conseguito la Laurea magistrale in medicina e chirurgia inoltre sono in attesa dei risultati per essere abilitato come medico.
Vorrei chiedere se dal punto di vista normativo, successivamente all'abilitazione di stato potrò essere inquadrato con una posizione dirigenziale.

Il quesito posto trova risposta negativa.
Il Suo accesso all’impiego è avvenuto per un profilo specifico diverso da quello dirigenziale, Lei potrà accedere al ruolo della dirigenza medica solo previo concorso pubblico e possesso di specializzazione medica.
La laurea magistrale non le consente alcuna progressione interna di carriera, tra l’altro ormai preclusa in assoluto dalla legge Brunetta.

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43. Desidero sapere come comportarmi in merito al test di Mantoux che mi ha proposto il medico competente della Azienda Ospedaliera in cui lavoro.
Ho fatto tale test nel lontano 1995 quando ho iniziato la facoltà di medicina: risultato debolmente positivo. Da allora frequento la stessa Azienda Ospedaliera ed il test non mi è stato più proposto, così come agli altri miei colleghi. Quest'anno alla visita del lavoro il medico competente, su suggerimento delle Assistenti Sanitarie, mi consiglia tale test dicendomi che è obbligatorio farlo ogni 3 anni, pena la sospensione dalla attività lavorativa e la denuncia. Io non vorrei fare il test per 2 motivi: a) la volta scorsa ho avuto febbricola per 2 settimane (non sappiamo se il test ne fosse la causa o meno). b) sto cercando una gravidanza, forse potrei essere incinta e non voglio rischiare effetti sconosciuti. Dico quindi che per tali motivi preferirei, se obbligatorio, fare il Quantiferon. Mi viene risposto che le alternative sono 3:
a) Mi pago il Quantiferon perchè lui non me lo prescrive. b) Mi faccio fare il test di Mantoux. c) Non potrà darmi l'idoneità lavorativa e sarò denunciata perchè rifiuto di sottopormi agli accertamenti richiesti dal medico competente.
Tra le tre certo mi pagherò il Quantiferon, però vista anche la poca disponibilità a fornirmi maggiori dettagli, vorrei capire se effettivamente è proprio giusto (legale) così.

In riscontro al quesito posto si evidenzia che la richiesta del medico competente è legittima e conforme alla legge 81/2008.
Il medico competente indica gli accertamenti ritenuti utili ai fini della tutela del lavoratore ed il rifiuto a sottoporsi comporta l’inidoneità lavorativa.
E’ parimenti legittimo l’addebito al lavoratore del costo di un test diverso, rispetto a quello indicato dal datore di lavoro che ne assume gli oneri.

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44. Sono un Medico di Medicina Generale e dal 2004 lavoro anche come Medico di Struttura c/o una RSA gestita direttamente dall'Azienda USL con turni presenze predisposti dal Direttore Sanitario. La Struttura costituita da un modulo di 20 posti letto eroga prestazioni a favore di utenti con necessità riabilitative (fisioterapia, logopedia) documentate da relativo progetto ed utenti di media complessità con necessità di terapie parenterali, medicazioni complesse, nutrizione artificiale, affetti da pluripatologie, prevalentemente geriatrici (età media 80 anni) provenienti per il 76% da ambiente Ospedaliero (44% reparto di Ortopedia), 24% dal domicilio su proposta dei Medici di Assistenza Primaria, specialisti Geriatri e Fisiatri. Vorrei sapere se questa mia attività lavorativa che tutt'ora esercito mi da diritto ad un titolo equivalente a qualche specialità al fine di poter partecipare a bandi di concorsi, congressi e menzione su carta intestata.

In riscontro alla Sua si comunica che l’attività di fatto in branche specialistiche non può ritenersi sostitutiva di specializzazione e non può essere fatta valere come titolo equipollente a fini dei concorsi pubblici nei quali venga richiesto il possesso di diploma di specializzazione.

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45. La sottoscritta da anni con attività di libera professione extramoenia, chiede se possa ricoprire l’incarico di dirigente di struttura semplice facente parte della struttura complessa di cardiologia senza modificare l’attività professionale privata extramoenia.
Parrebbe questa possibilità dalla lettura del contratto di lavoro, dalla legge 138/2004 (ministro Sirchia) e dall’articolo 12, c.1,del CCNL di area medica del 11.2005.
Non sicura dell’interpretazione di queste leggi e non a conoscenza di nuovi contratti ed emendamenti, chiedo a Voi delucidazioni in merito.

In riscontro al quesito si evidenzia che a seguito di molteplici interventi normativi sulla LPI il Suo esercizio in extramoenia non è più ostativo alla direzione di Struttura Complessa e quindi anche all’incarico di struttura semplice.

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46. Con la presente sono a chiedere chiarimenti circa la correttezza di un medico di base iscritto all'Albo, il quale, chiamato poco dopo le 6:00 del mattino per accertare il decesso di mio papà avvenuto in casa, è giunto circa cinque ore e mezza dopo, ma ha poi compilato una constatazione di decesso in carta bianca facendo riferimento alle 6:30 come orario della morte.
Tutto regolare?
E, se avesse potuto essere rianimato, con un intervento più tempestivo?
Quali sono le priorità dei medici di base in questi casi?
Vi sarei molto grato se poteste fare luce su questi dubbi legati ad un evento già di per se angoscioso.

In riscontro alla Sua del… si evidenzia che la Sua richiesta di accesso per “contestazione di decesso” è stata evasa nei termini ordinari, trattandosi di incombenza burocratica priva di urgenza.
I suoi rilievi sulla esigenza di un intervento più tempestivo sono illogiche in quanto la possibilità di rianimazione è incompatibile con la richiesta di certificato di “constatazione di decesso”.

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47. Gradirei avere un vostro parere sulla possibilità, per un Poliambulatorio, già autorizzato per varie specialità mediche, di subaffittare locali ad altri specialisti che non usufruiscono dei servizi del Poliambulatorio e hanno un rapporto diretto con il cliente: si configura in questo caso l'ipotesi dello studio professionale (senza necessità di autorizzazione) o è necessaria l'autorizzazione ex 193?

In riscontro al quesito si comunica che il regime che regola il poliambulatorio deve essere seguito per tutte le prestazioni, non sussistendo giustificazione per la scelta di regimi derogatori a scelta del medico che vi opera.

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48. Per quanto riguarda l’ammissione al patrocinio a spese dello stato com’è la procedura per quanto riguarda la consulenza tecnica?

In riscontro al quesito si comunica che l’ammissione al gratuito patrocinio ricomprende tutte le spese ed onorari necessari per la difesa.
La parte ammessa al patrocinio gratuito dovrà chiedere quindi l’autorizzazione allo svolgimento di CTU.

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49. Sono una specializzanda al 4 anno in neurologia. E' possibile per me praticare attività di consulente tecnico d'ufficio per il Tribunale nell'ambito di un'attività occasionale?

In riscontro al quesito posto si comunica che lo specializzando non può svolgere attività di CTU, non essendo ricompresa in quelle elencate nel D.lgs. 368/99.

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50. Con la presente siamo a richiedervi se sia possibile il rientro anticipato dalla malattia con conseguente ripresa di servizio a seguito di “autocertificazione” da parte del lavoratore stesso.
La situazione che si è verificata è la seguente.
Un lavoratore comunica di essere assente per malattia prognosi dal lunedì al venerdì. Perviene certificato telematico che conferma il periodo di assenza.
Il giovedì pomeriggio il lavoratore stesso rientra al lavoro producendo una “autocertificazione” in cui afferma, sotto la sua responsabilità, di essere in salute e pertanto di rientrare al lavoro.
Vi richiediamo pertanto se tale dichiarazione sia sufficiente ad interrompere la prescrizione del medico oppure se sia necessaria la presentazione di un nuovo certificato medico attestante l’avvenuta guarigione con conseguente rientro anticipato al lavoro.
Vista la peculiarità delle attività svolte dalla nostra Fondazione siamo inoltre a domandarvi se, in caso di risposta affermativa al quesito di cui sopra, sia possibile, per il lavoratore, riprendere il servizio il giorno stesso di sottoscrizione dell’autocertificazione o di emissione del nuovo certificato.

In riscontro al quesito si comunica che l’obbligo di garanzia impone che la ripresa dell’attività lavorativa anticipata rispetto alla valutazione prognostica del medico, necessiti sempre di rivalutazione preventiva da parte del curante.
L’autocertificazione del lavoratore non è sufficiente a garantire da responsabilità del datore di lavoro